Tutto quello che vorresti sapere sul parto, ma non sempre ti dicono

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Tutto quello che vorresti sapere sul parto, ma non sempre ti dicono

21-02-2020 - scritto da Viviana Vischi

Le domande sul travaglio, sul parto e sulla nascita di un bambino, con le risposte sincere dello specialista in Ginecologia e Ostetricia, Dr. Claudio Ivan Brambilla.

Aspetti un bambino? Fatti aiutare di accompagnamento alla nascita basato sulla sofrologia.

 

La nascita di un bambino è un evento straordinario nella vita di una coppia: da quel momento tutto cambia, niente sarà più uguale a prima. Un ciclone, insomma, che incide profondamente nella vita concreta, emotiva, relazionale della neomamma e del neopapà. Ma per quanto si tratti di un momento tanto atteso e idealizzato, è preceduto spesso da mille incertezze:

 

Ce la farò? Come sarà il mio bambino? E cosa succederà dopo?

 

Ecco perché è utile seguire un corso preparto: per arrivare all’evento nascita con un piccolo bagaglio di “strumenti” utili da cui attingere per muovere con più sicurezza i primi passi da genitore.

 

Ma i corsi di accompagnamento alla nascita tradizionali sono davvero utili in tal senso? “No” – sostiene il Dr. Claudio Ivan Brambilla, specialista in Ginecologia e Ostetricia a Milano. “Per lo meno non sono utili quei corsi che si limitano a una preparazione tecnica e fisica. La maggior parte dei corsi ancora oggi ha un grosso difetto: è completamente slegata dalla realtà del travaglio di parto, un'esperienza ben diversa da come te la raccontano.”

 

Secondo il Dr. Brambilla, oggi alla donna vengono taciuti molti aspetti del travaglio, del parto e della nascita che invece, se esplicitati, la aiuterebbero a vivere il momento con più consapevolezza. “Ad esempio ti dicono che il dolore è ineluttabilema non ti spiegano a cosa serve esattamente la peridurale, come chiederla e quando farla. Ti indicano come affrontare le varie fasi del parto naturale, ma non ti espongono l’eventualità che qualcosa vada storto e si possa finire in cesareo. Ti insegnano gli esercizi per allenare il perineo, ma non ti dicono che, per quanto tu possa svolgerli con costanza, se durante il parto subirai un’episiotomia potrai incorrere in una forma di incontinenza (comunque risolvibile). Spesso tacciono proprio l’esistenza di questo piccolo intervento chirurgico di incisione del perineo, che viene visto ancora oggi come una forma di “violenza”: conoscere come si svolge e sapere che a un certo punto potrebbe esserti utile credo aiuterebbe ad affrontarlo più tranquillamente. E poi… vuoi spiegare a una donna che non dovrà sentirsi in colpa se non allatterà perché non riuscirà o non vorrà? Ecco, io credo che tutte queste cose andrebbero messe in chiaro. Gli esercizi di ginnastica e respirazione sono molto importanti, ma non bastano.”

 

Il Dr. Brambilla propone presso il Centro Medico Sempione di Milano un corso diverso. “Noi cerchiamo soprattutto di aiutare le coppie a capire cosa significa diventare una famiglia. Perché non si tratta solo di avere una gestazione ottimale e un parto di successo, senza complicazioni, ma di generare maggior consapevolezza di vita.”

 



Aspetti un bambino? Il percorso nascita (accompagnamento alla vita) proposto dal Dr. Claudio Ivan Brambilla si svolge il sabato mattina dalle 10 alle 12 presso il Centro Medico Sempione di Milano. Per info e contatti clicca qui o telefona alla coordinatrice del corso, Stefania Alampi, al 349-2981776.

 


 

Dr. Brambilla, si spieghi meglio…

“Nei nostri corsi ci ispiriamo alla sofrologia, una disciplina ancora poco conosciuta, il cui obiettivo è aiutare le persone a vivere meglio, con lucidità, cogliendo il lato positivo di ogni situazione, trovando il modo di superare le difficoltà, raggiungendo una piena armonia tra mente e corpo. La sofrologia può servire per recuperare dopo un’operazione, cambiare vita dopo aver avuto un infarto e naturalmente per prepararsi al parto. Questa disciplina raggruppa tecniche che derivano dal training autogeno e dall’ipnosi: con la sofrologia si impara a rilassarsi, ci si prepara fisicamente, si impara a guardare dentro di sé e rimuovere i propri freni inibitori. Così da avere una maggior consapevolezza e dare un valore positivo a quello che ti sta succedendo.”

 

 

Cosa può imparare una coppia che partecipa a un corso di questo tipo?

“Innanzitutto cerchiamo di spiegare con la massima sincerità cosa significa affrontare il parto e crescere un bambino fino a renderlo indipendente. Poi ci impegniamo ad aiutare i futuri genitori a trovare in se stessi gli strumenti per diventare padre e madre e superare ogni difficoltà: tutti ce li abbiamo dentro, sono istintivi, ma vanno tirati fuori.”

 

A proposito di difficoltà, quali sono le principali che possono travolgere una neomamma?

“Dobbiamo capire che un conto è il bambino pensato durante la gravidanza, un altro è quello reale. Si dice infatti che la nascita sia la fine del bambino pensato e l'inizio del bambino reale. Bisogna iniziare a costruire un rapporto con questo nuovo essere e creare delle empatie. L'affettività e l’amore vengono pian piano. Non di rado la donna nel momento in cui conosce per la prima volta suo figlio reagisce dicendo: “Mi sembra un estraneo, non è come lo avevo immaginato.” Sono semplicemente frasi di stupore, dettate dal fatto che c’è stata una separazione. Dico questo alle donne: non vergognatevi a provare queste sensazioni, non significa essere cattive madri. A parte qualche raro caso, mamma non si nasce: si diventa.”

 

 

Queste difficoltà del post parto hanno per caso a che fare con quello che viene chiamato “baby blues” o “blue syndrome”?

“Sì. Il baby blues, cioè quella indefinibile sensazione di malinconia e inquietudine post parto, è una reazione del tutto normale e transitoria. Altra cosa è la depressione post parto, che invece è una vera e propria malattia psichiatrica. Qualcuno dice che la blue syndrome è legata a fattori ormonali: è vero solo in parte. A contare sono soprattutto fattori emotivi e psicologici, come il senso del distacco, la necessità di capire come accudire il piccolo, la consapevolezza che quell’esserino non è autosufficiente ma tu non sai come proteggerlo, perché nulla è più automatico come quando era nella tua pancia. Ecco, sono soprattutto il forte senso di protezione e al tempo stesso il non sapere come muoversi, che possono determinare un’iniziale malessere. A cui va aggiunta la difficoltà, per la donna, di capire come ridistribuire la sua affettività tra il compagno e il nuovo arrivato.”

 

Quali consigli dare alla donna per aiutarla a superare il baby blues?

“Passerà da sé man mano che la mamma imparerà a stare con il bambino, conoscerlo, rapportarsi con lui e stare bene con il compagno e con la presenza del bambino. Poi subentra l'aspetto concreto: a un certo punto in qualche modo lo devi cambiare, lo devi nutrire, devi farlo dormire. Dal punto di vista pratico è la quotidianità che permette alla malinconia di scivolare via.”

 

 

Concludiamo parlando dei papà: qual è il loro ruolo in sala parto, perché siano davvero utili?

“Il momento del parto è il momento migliore per un uomo per dimostrare di essere tale: cioè di saper “contenere” la sua donna, che a sua volta sta contenendo un bambino. In sala parto l'uomo può aiutare la compagna a superare i momenti di sconforto, a capire come sta vivendo realmente l'evento nascita e, accollandosi tutte le tensioni emotive del momento, permettere al gruppo famiglia di relazionarsi con il mondo esterno, cioè con gli operatori che stanno assistendo alla nascita. Si dice che in sala parto una famiglia sia nuda dal punto di vista psicologico: quelli che sono i tratti di unione risultano ben evidenti, ma anche quelli che sono i tratti di divisione emergono in modo prepotente, senza che nessuno possa metterci un freno. Là dove in un rapporto c’è falsità, in sala parto questa viene fuori. Garantito.”



A cura di Viviana Vischi, Giornalista professionista iscritta all'Albo dal 2002, Direttore Responsabile di diverse testate giornalistiche digitali in campo medico-scientifico.
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ATTENZIONE: le informazioni che ti propongo nei miei articoli, seppur visionate dal team di medici e giornalisti di ForumSalute, sono generali e come tali vanno considerate, non possono essere utilizzate a fini diagnostici o terapeutici. Il medico deve rimanere sempre la tua figura di riferimento.



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