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Influenza e sindromi parainfluenzali: come riconoscere le differenze

Influenza e sindromi parainfluenzali: come riconoscere le differenze

14-12-2015 - scritto da Paola P.

Febbre e malessere sono comuni, ma tra influenza e parainfluenza ci sono delle differenze, scopriamo quali.

Come distinguere una sindrome parainfluenzale dall’influenza vera e propria.

Influenza e sindromi parainfluenzali: come riconoscere le differenze

Mal di gola, brividi e febbre che sale rapidamente, dolori dovunque e senso di spossatezza… Sarà l’influenza? La domanda è lecita di fronte a questi sintomi, che compaiono in genere all’improvviso e che costringono a letto o a riposo per qualche giorno. Quando arriva il freddo si moltiplicano i germi patogeni che provocano le cosiddette malattie da raffreddamento, che vanno dal banale raffreddore alla bronchite con tosse, passando, naturalmente, per le sindromi parainfluenzali.

In realtà si tende a fare una gran confusione a tal proposito, e non appena ci si ritrova con qualche linea di febbre e la gola arrossata si pensa subito:

“Ecco, l’influenza ha colpito”!

Quando invece i virus di questa specifica malattia contagiosa non sono ancora arrivati.

E allora, di che si tratta? Di qualcosa di molto simile: tutte le sindrome parainfluenzali, così come l’influenza vera e propria sono, infatti, provocate da un’infezione virale.

Spieghiamo subito la differenza con un’infezione batterica. I virus in genere sono agenti patogeni abbastanza aggressivi – provocano sintomi improvvisi e spesso violenti – ma il sistema immunitario di un adulto o di un minore in buona salute è del tutto in grado di sconfiggerli senza necessità di assumere farmaci particolari, se non un antipiretico qualora la febbre salisse oltre i 38,5°C. Le infezioni batteriche, invece, sono più pericolose, infatti questi germi si insediano nell’organismo e, se non debellati a dovere attraverso l’assunzione di antibiotici, possono provocare danni agli organi interni, cuore incluso.

Detto questo, una delle ragioni per cui si dice di evitare l‘assunzione degli antibiotici quando si viene colpiti da una malattia da raffreddamento è proprio legata alla loro inutilità contro i virus. Assumere un battericida altro non farebbe che depauperare l’organismo di preziosi “soldatini” del sistema immunitario, perché non scordiamoci che nel nostro corpo coabitano tanti tipi di batteri “buoni” che servono, tra le altre cose, proprio a difenderci dalle aggressioni degli agenti patogeni esterni. In assenza di una infezione batterica l’assunzione di un farmaco antibiotico ci indebolirebbe ulteriormente rendendoci più vulnerabili ad altre possibili infezioni.

Chiarito questo, proviamo a capire la differenza tra sindromi parainfluenzali e influenza stagionale vera e propria.

L’influenza è una malattia infettiva che si trasmette facilmente attraverso le vie aeree (ovvero le microscopiche goccioline di saliva infette che si disperdono nell’aria e che, quando si è molto vicini, possono “passare” da un individuo all’altro spargendo il contagio), ma anche con una stretta di mano se nelle nostre estremità sono presenti i germi patogeni. Questi ultimi appartengono alla famiglia degli Orthomixovirus (del tipo A e B) e provocano, sempre, i seguenti sintomi:

  • Disturbi alle vie aeree come mal di gola, raffreddore, naso congestionato, tosse
  • Dolori osteo-articolari

Per parlare di influenza, quindi, ci devono essere tutti e tre questi tipici sintomi, a cui si possono associare anche nausea e vomito, oltre a stanchezza estrema e inappetenza.

La cura consiste nel riposo a letto, nell’assunzione di antipiretici se la temperatura del corpo sale troppo, in una buona idratazione (attraverso liquidi e bevande come acqua, latte caldo con miele, tisane, centrifugati, brodi e spremute fresche) e un po’ di pazienza, oltre a un'alimentazione leggera ma nutriente che aiuti nel processo di guarigione e all'eventuale assunzione di probiotici, utilissimi per rimettere in equilibrio l'intestino.

Veniamo alle sindromi parainfluenzali. Esse sono provocate da diverse famiglie di virus (soprattutto Adenovirus e Enterovirus, di cui si contano fino a 250 microrganismi diversi), e si intensificano tra dicembre e marzo. I sintomi di una parainfluenza sono simili a quelli dell’influenza vera e propria, tranne per il fatto che ne manca sempre uno. Potrebbe essere la febbre associata ai dolori articolari, oppure i disturbi alle vie aree senza febbre ma con dolori muscolari.

In ogni caso, queste infezioni sono più brevi e meno intense, e si curano praticamente solo con il riposo e l'idratazione, cruciale in caso si manifestino anche sintomi intestinali come la diarrea.

 

Foto | via Pinterest 

 




A cura di Paola P.
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