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Influenza e raffreddore: perché si accompagnano alla tosse?

Influenza e raffreddore: perché si accompagnano alla tosse?

22-12-2017 - scritto da Paola P.

La tosse non è un sintomo secondario di raffreddore e influenza perché ti si secca la gola respirando con la bocca. Scopri cos'è veramente.

Quando sei influenzato o hai il raffreddore, la tosse serve ai virus per diffondersi.

Influenza e raffreddore: perché si accompagnano alla tosse?

Difficile passare un inverno senza tosse. Difficile anche salvarsi da raffreddore e influenza, i tipici malanni stagionali di origine virale che solo un sistema immunitario a prova di bomba, e una vita di isolamento dal resto del genere umano possono prevenire. Ma dal momento che tu vivi nel mondo e ti relazioni con persone che spesso si ammalano, hai molte probabilità di essere contagiato a tua volta.

 

La tosse è un sintomo fastidioso che può accompagnarti spesso e volentieri durante la stagione delle malattie da raffreddamento, e che, anzi, mentre gli altri disturbi tendono a scomparire nel giro di massimo due settimane, può persistere molto più a lungo. Ma… perché?

 

In linea generale ti viene da tossire quando hai bisogno di espellere dalla gola particelle irritanti, muco o residui di cibo finiti accidentalmente nella trachea anziché nell’esofago. Un sistema efficiente per mantenere libere la prime vie respiratorie. Ma quando ti sei preso un bel raffreddore o un’influenza, la tosse ha un significato diverso.

 

Perché tossisci quando hai un virus in corpo? E' un sintomo secondario della sindrome da raffreddamento o dell'influenza, prodotto dal fatto che, avendo il naso tappato, ti si secca la gola respirando con la bocca? Ebbene, no.

 

Le teorie che cercano di spiegare il perché i virus di raffreddore e influenza provocano la tosse sono diverse. Secondo alcune interpretazioni, all’origine ci sarebbe il coinvolgimento del sistema immunitario, che in presenza di un attacco virale alle prime vie aeree, scatena la controffensiva composta anche da diverse molecole infiammatorie – bradichinine, tachichinine, leucotrieni ecc. – le quali a loro volta provocano i sintomi più sgradevoli tra cui il mal di gola e, appunto, la tosse.

 

Di norma queste molecole infiammatorie vengono prodotte in quantità maggiore quando sei influenzato rispetto a quando sei colpito da un “banale” raffreddore, e questa è la ragione per cui anche la tosse è più forte e prolungata. 

 

Un discorso a parte lo merita il muco, ovvero il catarro, che spesso si accompagna alla tosse. Questa densa e abbondante secrezione coinvolge le terminazioni nervose, i cui recettori vengono appunto stimolati dal muco che si forma nella gola. E qui arriviamo al cuore del problema, che si chiama nervo vago. Perché c’entra con la tosse virale? Perché quest’ultima altro non è che un riflesso nervoso mediato dal nervo vago, il decimo nervo cranico (in tutto sono 12) nonché il più importante di tutto il sistema nervoso parasimpatico. Un lungo nervo che dalla testa scende verso l’addome, e che nel suo percorso tocca diversi organi, tra cui quelli delle prime vie respiratorie, della gola, per intenderci, che sono faringe, laringe e trachea. Trattandosi di un nervo molto sensibile, una volta irritato dal muco o dall’infiammazione dei tessuti, a sua volta reagisce stimolando la tosse. Questa spiegazione chiarirebbe perché i raffreddori che provocano solo congestione nasale e cefalea, ma non coinvolgono la gola, non sono accompagnati dalla tosse.

 

Ricapitolando: perché tossisci quando sei raffreddato e influenzato? Perché la tosse rappresenta una risposta nervosa ad uno stimolo irritativo. Non è, quindi, utile ad espellere alcunché, ma in realtà… qualcosa quando tossisci la trasmetti…. I virus! Ebbene sì, la tosse serve ai microrganismi patogeni per diffondersi e contagiare altri esseri umani, cosa che sanno fare molto velocemente negli ambienti chiusi, ma non è di alcun beneficio al tuo organismo.

 

Terminiamo con due evidenze, una buona, e una cattiva.

 

Quella buona è che la tosse di origine virale collegata con i malanni da raffreddamento dura poco, di norma non più di tre settimane, anche se in alcuni casi può prolungarsi fino ad oltre un mese. La cattiva è che… non ci sono medicine che possano farla passare. A dir la verità, questa non è del tutto una cattiva notizia, perché ti consente di limitare la quantità di farmaci sintomatici da assumere. Puoi però provare ad alleviare il disturbo con rimedi naturali: latte o camomilla caldi con miele e suffumigi con acqua calda e sale (o bicarbonato di sodio, o oli essenziali balsamici) per mantenere umida e disinfettata la gola.

 

Per il resto, tanta pazienza, indumenti caldi, riposo se possibile, e una mascherina per non diffondere l’infezione e diventare “untore” facendo il gioco dei virus…

 

Foto | via Pinterest 

Fonte | medicalnewstoday.com




A cura di Paola P.
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