Sindrome dell’intestino gocciolante o leaky gut syndrome

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Sindrome dell’intestino gocciolante o leaky gut syndrome

10-01-2021 - scritto da Paola Perria

Quando la barriera intestinale diventa eccessivamente permeabile, ecco la sindrome dell’intestino gocciolante. Ma ripararla è possibile.

La sindrome dell’intestino gocciolante ha ripercussioni su tutto l'organismo. Scopriamo cos’è, quali sono le cause e come si cura.

 

Hai mai sentito parlare di sindrome dell’intestino gocciolante? Il nome è a dir poco inquietante,tuttavia si tratta di una condizione piuttosto comune, associata a svariati disturbi: colite, meteorismo e non solo. Questa sindrome viene anche chiamata iper-permeabilità intestinale o intestino iper-permeabile. Per capire di cosa stiamo parlando, dobbiamo partire dall’anatomia.

 

All’interno del nostro intestino troviamo diversi strati di tessuto e muco che, se da un lato permettono ai principi nutritivi di entrare nel circuito sanguigno, dall’altro impediscono che molecole tossiche e scarti metabolici, così come le feci, facciano lo stesso percorso e finiscano nel sangue, rischiando di infettarci. Un intestino sano è pertanto provvisto di un'efficiente barriera intestinale che consente solo alle sostanze nutritive, e non a quelle nocive, di arrivare al sangue e da qui a tutto il corpo.

 

Quando la barriera intestinale diventa troppo permeabile: ecco la sindrome dell’intestino gocciolante

Quando la struttura compatta dei tessuti che rivestono l’intestino si sfilaccia, fino a formare piccole falle, le sostanze di scarto fuoriescono e si riversano nel sangue, generando una serie di potenziali rischi per la salute. Per ovviare a questi rischi, il sistema immunitario attiva una reazione infiammatoria che, però, alla lunga diventa anch’essa pericolosa: potrebbe infatti favorire l’insorgenza di malattie autoimmuni tra cui il LES (lupus eritematoso sistemico), la psoriasi, l’artrite reumatoide ecc.

 

Ecco perché i sintomi che ora vedremo, riconducibili ad una eccessiva permeabilità dell’intestino o sindrome dell’intestino gocciolante, sono causati sia dall’infiammazione indotta in risposta alla vulnerabilità della barriera intestinale, sia dalla reale presenza di sostanze nocive nel sangue.

 


 

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Sindrome dell’intestino gocciolante: i sintomi

Una caratteristica della sindrome dell’intestino gocciolante è quella di manifestarsi con sintomi variegati e multiformi, spesso difficilmente riconducibili ad un problema intestinale (cosa che rende la diagnosi assai complicata). Tra i più comuni:

  • Mal di testa
  • Dolori articolari
  • Difficoltà di concentrazione
  • Diarrea o stipsi o entrambe alternate
  • Meteorismo, gonfiore e dolore addominale
  • Presenza di muco nelle feci
  • Sbalzi d'umore
  • Digestione lunga e difficile anche dopo un pasto leggero
  • Fatica cronica
  • Infiammazioni della pelle quali acne, eczemi, eritemi
  • Gonfiore e ritenzione idrica, edemi sottocutanei
  • Carenze nutrizionali da malassorbimento

 

Una barriera intestinale debole: quali sono i fattori scatenanti?

Soffrire di sindrome dell’intestino gocciolante oggi è abbastanza comune, e sono soprattutto i fattori di rischio ambientali, oltre a una certa predisposizione genetica, a giocare un ruolo chiave. Tra questi troviamo:

  • Uno squilibrio protratto nel tempo della flora batterica o microbiota
  • Un’alimentazione troppo ricca di cibi infiammatori, ricchi di grassi saturi e zuccheri raffinati
  • Abuso di bevande alcoliche
  • Abuso di farmaci, in particolare antibiotici e analgesici FANS
  • Abuso di antiacidi (in particolare inibitori della pompa protonica)

 

La predisposizione genetica non si può modificare, ma molti sono i comportamenti virtuosi utili a migliorare lo stato della barriera intestinale ripristinandone l’integrità e spegnendo così l’infiammazione.

 

Il consiglio in caso di sindrome dell'intestino gocciolante

 Se ti ritrovi almeno in parte nella sintomatologia che abbiamo descritto, puoi sottoporti ad esami diagnostici che includano test specifici come il dosaggio della zonulina (una proteina i cui alti livelli nel sangue sono indicativi proprio di un danno al rivestimento intestinale), ed esami quali la biopsia intestinale. Una volta stabilito che effettivamente la tua barriera intestinale necessita di riparazioni, è opportuno affidarti a un gastroenterologo e un nutrizionista che possa studiare per te una dieta antinfiammatoria adeguata al tuo caso.

 

L’alimentazione che cura l’intestino gocciolante

In generale la dieta mediterranea può rappresentare il regime alimentare ideale anche per la salute intestinale. Ciò comporta l’assunzione regolare di cibi vegetali ricchi di fibre – verdure, legumi, frutta fresca e secca, cereali integrali – purché ben tollerati dall’organismo (altrimenti rischiamo l’effetto contrario a quello auspicato, innescando allergie e intolleranze), e di grassi buoni quali gli omega 3 del pesce e dell’olio evo. Caffè, bevande alcoliche, cibi in scatola, salumi, dolciumi, grassi animali, latticini, dovrebbero essere invece consumati con moderazione.

 

Vi sono poi alimenti che sembrano più benefici di altri, quali i probiotici e i prebiotici. I primi sono sostanzialmente cibi fermentati (yogurt, kefir, crauti ecc.) in cui sono presenti batteri buoni e vivi, che arrivano all’intestino una volta ingeriti e contribuiscono e ripopolare la microflora. I secondi sono invece fibre alimentari che mantengono pulito l’intestino e ne proteggono la barriera difensiva.

 

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A cura di Paola Perria, Giornalista pubblicista iscritta all'Albo dal 2009, Master I livello in Gender Equality-Strategie per l’equità di Genere con tesi sulla medicina di genere.
Profilo Linkedin di Paola Perria
 

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ATTENZIONE: le informazioni che ti propongo nei miei articoli, seppur visionate dal team di medici e giornalisti di ForumSalute, sono generali e come tali vanno considerate, non possono essere utilizzate a fini diagnostici o terapeutici. Il medico deve rimanere sempre la tua figura di riferimento.



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