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Sintomi, diagnosi e cure della sindrome di Dunbar

Sintomi, diagnosi e cure della sindrome di Dunbar

13-02-2017 - scritto da Paola P.

Forti dolori addominali e nausea dopo mangiato? Potrebbe trattarsi della sindrome di Dunbar o del legamento arcuato.

La sindrome di Dunbar è una patologia vascolare cronica e rara che provoca sintomi simili a quelli della colite.

Sintomi, diagnosi e cure della sindrome di Dunbar

olpisce soprattutto donne giovani e di esile costituzione con sintomi spesso confusi con altre più comuni patologie gastroenteriche tra cui la sindrome dell’intestino irritabile. E invece la sindrome di Dunbar, anche detta sindrome del legamento arcuato, è una condizione patologica del tutto diversa, che ha piuttosto a che vedere con una malformazione vascolare che va a comprimere stomaco e duodeno.

 

SINTOMI DELLA SINDROME DI DUNBAR

I principali sintomi sono:

  • Forti dolori addominali crampiformi che si irradiano dal centro del diaframma e che si manifestano in modo ricorrente subito dopo i pasti perdurando per almeno un’ora
  • Nausea e vomito (quest’ultimo non sempre presente)
  • Perdita di peso repentina

 

SINDROME DI DUNBAR: DIAGNOSI "PER ESCLUSIONE"

La cronicizzazione del disturbo è di per sé indice di un problema da analizzare con attenzione, ma di solito, la sintomatologia così come viene descritta dal paziente – l’età media è tra i 20 e i 40 anni – porta a dirigersi verso disturbi comuni in questa fascia di età, come la sindrome dell’intestino irritabile (IBS), anche detta colite nervosa.

Tuttavia, una volta verificato che le terapie tradizionali previste per questo specifico problema non sortiscono effetto e i dolori dopo i pasti perdurano, si procede per esclusione. Ad esempio al paziente potrebbe essere consigliata una gastroscopia con esame bioptico per la celiachia, che in effetti produce sintomi simili a quelli che abbiamo elencato.

Qualora anche questo test si dimostrasse negativo, allora, sempre procedendo per esclusione, si prenderebbe in considerazione la possibilità che il paziente soffra appunto di sindrome di Dunbar.

 

MA ESATTAMENTE DI COSA SI TRATTA?

In questo caso il disturbo non è negli organi della digestione ma nei legamenti e nei grossi vasi addominali. La sindrome del legamento arcuato o del legamento mediano curvato, o ancora della compressione dell’arteria celiaca, venne diagnosticata come tale per la prima volta nel 1936 dal medico che le diede il nome, David Dunbar, ed è una anomalia abbastanza rara ma comunque diffusa in tutto il mondo, che interessa soprattutto persone giovani e sane, più donne che uomini.

In essa il legamento mediano, una struttura fibrosa che collega tra di loro le due metà del muscolo diaframmatico, va a comprimere l’arteria celiaca, che si diparte dall’aorta addominale, e in tal modo riduce in modo significativo il flusso di sangue diretto a stomaco e intestino, compromettendo il buon esito del processo digestivo.

 

UN FORTE DOLORE ADDOMINALE

Questo disturbo ha una sintomo specifico che può aiutare a giungere più rapidamente alla diagnosi: il dolore addominale aumenta se si portano le ginocchia al petto, per la ragione che si va ad accentuare l’effetto compressivo. Durante la digestione è necessario che un buon volume di sangue ossigenato arrivi agli organi impegnati in tale delicata funzione, ovvero stomaco, duodeno e intestino tenue, ma anche fegato e pancreas, ma se tale afflusso viene bruscamente ridotto, ecco che il tutto si inceppa.

Inoltre, quando il duro legamento mediano “tocca” il ganglio arterioso si vanno a comprimere anche i nervi, il che giustifica il forte dolore.

 

PARALISI GASTRICA E DIMAGRIMENTO

Tra le conseguenze peggiori della sindrome non c’è il dolore addominale, quanto la possibile paralisi gastrica (gastroparesi) che impedisce il normale svuotamento dello stomaco e rallenta in modo incredibile tutto il processo digestivo. Conseguentemente, il soggetto colpito dimagrisce in modo repentino tanto da simulare i sintomi dell’anoressia nervosa.

In rari casi si può addirittura verificare un aneurisma dei vasi che irrorano duodeno, pancreas e fegato, condizione molto pericolosa anche per la vita del paziente.

Ma in linea di massima la sindrome di Dunbar produce piuttosto disturbi gastroenterici e digestivi cronici, e va pertanto risolta quanto prima.

 

SINDROME DI DUNBAR: COME DIAGNOSTICARLA

Per giungere ad una diagnosi, dopo aver escluso le altre cause più comuni di dolori addominali e difficoltà digestive, ci si deve sottoporre ad alcuni esami tra cui la TAC e l’angiografia tramite risonanza magnetica.

 

LE CURE PER LA SINDROME DI DUNBAR E LA GASTROPARESI

Per la seconda, non esistono soluzioni, nel senso che chiaramente, trattandosi di una effetto secondario, è necessario rimuovere l’ostacolo che la produce, il che significa decomprimere l’arteria celiaca ripristinando il normale flusso di sangue.

Le opzioni chirurgiche sono diverse a seconda di come si presenta il problema, inclusa la possibilità di  praticare un’angioplastica con bypass aortico.

Talvolta, però, la sindrome si risolve spontaneamente, e in questo caso i sintomi regrediscono da soli senza fare nulla.

E’ però importante, quando la sintomatologia dolorosa non regredisca ma si aggravi nel tempo e si accompagni a grave perdita di peso e un peggioramento della qualità di vita, non avere paura di sottoporsi al trattamento chirurgico, anche perché le più aggiornate tecniche laparoscopiche sono molto meno invasive di un tempo, prevedono una permanenza in ospedale minima e tempi di recupero rapidi.

 

Foto | via Pinterest




A cura di Paola P.
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