Troppi supplementi vitaminici aumentano il rischio di cancro e malattie cardiache

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Troppi supplementi vitaminici aumentano il rischio di cancro e malattie cardiache

12-06-2015 - scritto da Paola Perria

Uno studio a lungo termine rivela che troppe vitamine fanno più male che bene.

L’abuso di integratori vitaminici è tutt’altro che innocuo o benefico per la salute.

Troppi supplementi vitaminici aumentano il rischio di cancro e malattie cardiache

Per decenni abbiamo pensato che aumentare l’apporto giornaliero di comuni vitamine, come la A, la B, la E, la D, potesse solo farci bene e aumentare le nostre aspettative di vita. Pensiamo solo al tanto lodato beta-carotene, quel pigmento giallo-arancio, comune nei cibi e negli ortaggi di questi colori, che una volta entrato in circolo nell’organismo si “trasforma” in vitamina A, preziosa per la salute di cuore, vista, pelle. O ai molteplici benefici della vitamina D, che promuove l’assorbimento del calcio a livello intestinale contribuendo a rendere più salde le nostre ossa.

Ebbene, se assunte nel giusto dosaggio giornaliero, meglio se attraverso il cibo che consumiamo, queste sostanze sono senza dubbio preziosissime per la nostra salute, ma in dosi superiori a quelle raccomandate, possono trasformarsi in un’arma che ci danneggia.

A decretarlo, con buona pace dei tanti consumatori di integratori e supplementi vitaminici (e gli italiani sono i testa secondo recenti stime!), è stato uno studio revisionale che è andato a spulciare i dati di 30 anni di ricerche sperimentali condotte negli USA sulle conseguenze che il consumo di alcune specifiche vitamine ha sulla salute umana.

Gli studi avevano indagato gli effetti del consumo di betacarotene (vitamina A), di acido folico, di vitamina E, tutte sotto forma di integratori (quindi non assunti attraverso il cibo). Ebbene, i risultati sono davvero allarmanti, come specifica il curatore dello studio revisionale e uno dei massimi esperti mondiali di tumori, Tim Byers:

“Non abbiamo ancora capito esattamente perché accada, ma le evidenze scientifiche mostrano che le persone che assumono integratori dietetici in dosi superiori al loro fabbisogno hanno maggiori rischi di sviluppare una forma di cancro”.

Che tipo di cancro? Se consideriamo ad esempio l’acido folico (vitamina B9), il cui fabbisogno quotidiano aumenta in gravidanza, se assunto in eccesso attraverso supplementi del tutto inutili, può aumentare il rischio di cancro al colon-retto, addirittura raddoppiandolo.

Il beta-carotene, di cui spesso si abusa per aumentare la risposta della pelle alle radiazioni solari e migliorare l’abbronzatura, se assunto sotto forma di integratore in dosi eccessive aumenta del 20% il pericolo di cancro al polmone e di attacchi di cuore.

E veniamo alla vitamina E, assunta come anti-age per prevenire gli effetti dell’invecchiamento sulla pelle e sulla memoria. Assumerla tramite supplementi in dosi massicce non farà certo ringiovanire, ma, al contrario, negli uomini aumenterà del 17% il rischio di sviluppare un cancro alla prostata.

Perché questo abuso di supplementi vitaminici?

Tutto è partito dalla dimostrazione scientifica che il consumo regolare di frutta e verdura – i cibi in cui sono più presenti le vitamine di cui abbiamo parlato – dimezza i rischi di malattie mortali come appunto i tumori e gli attacchi di cuore. Questa constatazione ha portato le industrie farmaceutiche a promuovere in modo forse indiscriminato (in parte del tutto in buona fede, va detto), il consumo dei supplementi dietetici come armi di prevenzione delle patologie nel corso dello scorso trentennio, puntando ad un target tipico, come quello statunitense, le cui abitudini alimentari sono notoriamente tutt’altro che salutari. Gli integratori, quindi, avevano lo scopo di colmare le carenze dietetiche soprattutto di frutta e verdura dell’americano medio. Ma a tre decadi di distanza quello che è emerso è un quadro opposto rispetto a quello immaginato e sperato: i casi di tumore non sono diminuiti in chi assumeva le vitamine sotto forma di integratore, ma aumentati. 

Alla luce di questi risultati, appare chiaro che la nostra mentalità al riguardo deve cambiare. Ovvero, laddove non esistano effettivi problemi di malassorbimento e intolleranze alimentari, o di anemia (condizioni che richiedono un supplemento vitaminico che sopperisca alle carenze nutrizionali), è meglio assumere le vitamine attraverso una dieta sana ed equilibrata, in cui frutta e verdura non manchino mai. Oltre tutto, è anche un bel risparmio!

 

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Fonte | mirror.co.uk 

Foto | via Pixabay.com 



A cura di Paola Perria, Giornalista pubblicista iscritta all'Albo dal 2009, Master I livello in Gender Equality-Strategie per l’equità di Genere con tesi sulla medicina di genere.
Profilo Linkedin di Paola Perria
 

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