Cos'è l'ansia e come si manifesta nel bambino e nell'adolescente

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Cos'è l'ansia e come si manifesta nel bambino e nell'adolescente

19-06-2019 - scritto da Paola Perria e Viviana Vischi

Quando l'ansia diventa patologica, come si riconosce? Quali gli effetti? Cosa fare se a soffrirne è un bambino o un adolescente? Ecco le risposte dell'esperto.

L’ansia: un problema diffuso anche tra i più giovani.

 

COS'E' L'ANSIA

Ansia e paura sono reazioni emotive comuni a tutti gli esseri viventi, derivate dalla necessità della Natura di sviluppare reazioni comportamentali atte alla sopravvivenza della specie e alla selezione naturale. Esse hanno fondamentalmente un significato di preservazione, preparando al confronto con una situazione potenzialmente pericolosa, così da innescare e coordinare comportamenti di fuga o di combattimento.

 

L’ansia insomma fa parte delle nostre naturali, diremmo quasi ancestrali strategie di approccio ai problemi che la vita ci riserva. Potremmo definire tale condizione come una sorta di segnale di allarme che corpo e mente attivano in prossimità di un potenziale pericolo per noi stessi o per chi ci è caro. Pericolo, in senso lato! Nel caso dell’ansia da prestazione, ad esempio, l’allarme è per un possibile fallimento nella performance che ci attende, di qualunque genere essa sia.

 

Esempio: se stiamo guidando verso una meta, e ci accorgiamo che stiamo sbagliando strada, ci sentiamo in ansia – il cuore comincia a battere più forte, sudiamo, il respiro si fa corto ecc. – e immediatamente cerchiamo come poter rimediare all’errore. Ad esempio fermandoci ad una piazzola di sosta e controllando la mappa o impostando il navigatore, oppure chiamando qualcuno che ci possa indirizzare. Potremmo anche proseguire in attesa di trovare uno svincolo per invertire la direzione di marcia.

 

Per ogni problema esiste non una, ma tante soluzioni. La condizione di ansia ci permette di riconoscere, di avvertire il rischio insito dietro una situazione, e di porvi rimedio. Pertanto, l’ansia è buona. L’essenziale è che non ci paralizzi, che non ci blocchi.

 

 

QUANDO L’ANSIA DIVENTA PATOLOGICA

L'ansia rappresenta di per sè un meccanismo fisiologico di gestione delle emozioni e di protezione da potenziali rischi: è presente pertanto, in forme per alcuni aspetti diverse ma per altri sostanzialmente identiche, nel corso dell'intera esistenza.

 

Se l’ansia non trova sollievo, se non riusciamo a rilassarci neppure una volta che le situazioni esterne di emergenza si siano risolte, allora, evidentemente, insorgono i problemi.

 

Non esiste un confine universale e netto tra normalità e patologia delle manifestazioni ansiose. L’ansia patologica si autoperpetua, nutrendosi di se stessa, con un meccanismo circolare non controllabile con la consapevolezza e la forza di volontà ed autoinvalidante.

 

Così nei disturbi d’ansia, nonostante l’individuo mantenga quasi sempre un corretto giudizio sull’irrazionalità delle proprie condotte, vanno progressivamente strutturandosi, per lunghi periodi di tempo ed anche per tutta la vita, comportamenti disadattivi carichi di conseguenze negative.

 

Quali sono gli effetti dell’ansia a lungo termine sul corpo e sulla mente? Qualche esempio:

  • Continua ed eccessiva preoccupazione per tutto
  • Stato di agitazione
  • Affaticamento, senso di spossatezza
  • Deficit mnemonici e difficoltà di concentrazione
  • Sonno disturbato, insonnia
  • Irritabilità ed ipereccitabilità
  • Sintomi psicosomatici variabili da persona a persona tra cui: mal di testa, disturbi di stomaco e nausea, senso di oppressione al petto, aritmia (battito del cuore anomalo o accelerato), sudorazione eccessiva, respiro corto
  • Problemi in ambito sociale e relazionale derivanti da atteggiamenti di insicurezza, fobie, cali del rendimento, mancanza di autostima ecc.

 

 

L'ANSIA NEL BAMBINO E NELL'ADOLESCENTE: COME SI MANIFESTA

Nel bambino e l'adolescente fenomeni ansiosi intervengono, entro un limite corretto, nel processo di evoluzione personale e socializzazione: in relazione prima alla vita intrafamiliare e poi a quella di relazione, partecipano alla armonica costruzione della struttura di personalità, alla capacità di fare nuove amicizie, alla crescita e consolidamento del rendimento scolastico, allo sviluppo della creatività, della capacità di risoluzione dei problemi, della soglia di tolleranza alla frustrazione.

 

Quando l'ansia assume una connotazione patologica, va a disturbare questi processi di integrazione. Peggiorano così i rapporti intrafamiliari, si riducono, talvolta fino ad annullarsi, le relazioni amicali, cala il rendimento scolastico, si riduce la capacità di gestire lo stress e possono comparire manifestazioni fisiche e comportamentali segno di importante malessere: labilità emotiva, crisi di pianto, talora reattività eccessiva o perdita del controllo con crisi di rabbia, difficoltà del linguaggio come mutacismo, disturbi del sonno, disturbi della condotta alimentare, sintomi somatici apparentemente immotivati (mal di stomaco, dolori intestinali con stitichezza o diarrea, palpitazioni, senso di fame d'aria, cefalea, febbricola ecc.).

 

In questa fase della vita, che andrà avanti sino ai 20 anni circa, il cervello compie un complesso e fondamentale processo di trasformazione e adattamento, che si realizzerà in parte sulla base di fattori genetici e in parte in relazione al risultato delle interazioni ambientali: si trova dunque in una fase di potenziale instabilità e vulnerabilità, tale da poter offrire il fianco alla comparsa di manifestazioni patologiche.

 

 

I VARI TIPI DI ANSIA NEL BAMBINO E NELL’ADOLESCENTE

I disturbi d'ansia che possono presentarsi in età infantile e adolescenziale sono:

  • Pavor nocturnus
  • Enuresi notturna
  • Fobie semplici
  • Mutismo selettivo e fobia sociale
  • Disturbo da ansia di separazione
  • Disturbo di panico
  • Disturbo ossessivo-compulsivo
  • Disturbo da ansia generalizzata
  • Disturbo da stress post-traumatico

 

Alcuni di questi disturbi si manifestano classicamente nei primi anni di vita (enuresi, pavor, fobie semplici), altri possono comparire in epoche successive.

 

Non va dimenticato che un esordio precoce può rappresentare un segnale di vulnerabilità e non solo anticipare la possibile ripresa e/o accentuazione degli stessi disturbi d'ansia, ma la comparsa in età adulta di altri disturbi, come ad esempio i disturbi dell'umore.

 

Come riconoscere l’ansia nel bambino e cosa possono fare i genitori per aiutare il loro piccolo a gestire il suo malessere? Ce lo spiega in questo video il Dr. Silvio Presta, Specialista in Psichiatria, Dottore di Ricerca in Neuropsicofarmacologia Clinica, Perfezionato in Psicopatologia dello Sviluppo e Farmacologia e Farmacoterapia dei Disturbi d'Ansia. 

 

Nell'intervista, il Dr. Silvio Presta, Psichiatra presso gli Studi Medici Arcobaleno (Pistoia) ci spiega come riconoscere l'ansia nei bambini e cosa fare per aiutarli.

 

 

Per approfondimenti leggi qui:

Combattere ansia e depressione a tavola

I primi segnali di depressione

Superare l'ansia da esame in 7 moss

La paura di volare: cosa significa e come affrontarla



A cura di Paola Perria (Giornalista pubblicista iscritta all'Albo dal 2009, Master in Gender Equality-Strategie per l’equità di Genere con tesi sulla medicina di genere) e Viviana Vischi (Giornalista professionista iscritta all'Albo dal 2002, Direttore Responsabile di diverse testate giornalistiche digitali in campo medico-scientifico).
Profilo Linkedin di Paola Perria
Profilo Linkedin di Viviana Vischi

 

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