La flogosi: cos'è e quali rischi comporta

La flogosi: cos'è e quali rischi comporta

28-08-2018 - scritto da Viviana Vischi

La flogosi o infiammazione ha un’azione protettiva volta all'eliminazione del danno. Ma non sempre i suoi esiti sono positivi.

Cosa si intende per flogosi? A cosa serve? E’ pericolosa? Ecco le risposte che cerchi.

 

Il nome sembra molto complicato, ma in realtà il significato è alla portata di tutti: la flogosi non è altro che l’infiammazione, per dirla con un termine molto più diffuso e conosciuto.

 

La pericolosità della flogosi non è per quello che rappresenta in sé che, anzi, ha come obiettivo l’eliminazione della causa iniziale di danno cellulare e la guarigione. Il problema è che la flogosi, se non adeguatamente controllata, alla lunga può predisporre all’insorgenza di una serie di patologie anche gravi, che vanno dal diabete al cancro, dall’obesità all’infarto, dall’osteoporosi alle malattie neurodegenerative come l’Alzheimer.

 

Ma andiamo con ordine.

 

COS'E' LA FLOGOSI

Quando le cellule dell’organismo subiscono degli attacchi lesivi (pensiamo a un trauma, al calore, all’azione di un composto tossico o di un agente biologico come un batterio), rispondono innescando la flogosi, ovvero un’infiammazione che ha la funzione di eliminare, diluire o contenere l'invasione degli agenti nocivi e spianare la strada alla riparazione dei danni eventualmente occorsi ai tessuti.

 

Per essere precisi: la flogosi è quella sequenza di eventi biologici specifici che si verifica in risposta a uno stimolo lesivo non specifico che convoglia cellule e molecole di difesa (ad esempio macrofagi, anticorpi, ecc.) dal circolo alla sede del danno, per consentire l’inizio dei processi rigenerativi e quindi ripararlo. Questo processo di solito ha breve durata, nei limiti di ore o giorni.

 

Fin dai tempi antichi sono stati individuati 5 segni clinici della flogosi:

  • Rubor (arrossamento)
  • Calor (calore)
  • Tumor (gonfiore)
  • Dolor (dolore)
  • Functio laesa (compromissione della funzione)

 

INFIAMMAZIONE E INFEZIONE NON SONO SINONIMI

Attenzione a non confondere la flogosi con l’infezione: anche se spesso un’infiammazione è dovuta ad un’infezione, ovvero un’invasione di microrganismi patogeni (batteri, virus ecc.), i due termini non sono affatto intercambiabili. L’infiammazione è una delle difese che l’organismo mette in atto contro le infezioni.

 

Altra notazione utile: quando un organo o un tessuto vengono coinvolti dalla flogosi, la patologia che ne deriva acquista il suffisso -ite: ad esempio faringite, colite, diverticolite, dermatite ecc. Non si tratta di infezioni rispettivamente alla faringe, al colon, ai diverticoli o alla pelle, bensì di infiammazioni.

 

FLOGOSI ACUTA E FLOGOSI CRONICA

Gli esiti di una flogosi sono vari e non sempre benevoli, nel senso che non sempre si ha una completa risoluzione del problema: potrebbe formarsi una cicatrice, così come un ascesso ma soprattutto – ipotesi ben peggiore - potrebbe verificarsi una progressione verso una flogosi cronica.

 

La flogosi cronica si verifica quando le cellule del sistema immunitario – malfunzionanti per vari motivi, non ultimo il famigerato stress ossidativo, causato da stili di vita poco sani – continuano ad attivarsi producendo sostanze pro-infiammatorie che impediscono lo spegnimento della risposta flogistica. Un circolo vizioso che si autoalimenta. Questa condizione subdola può rimanere silente per molto tempo, salvo poi dare segni evidenti quando ormai il danno è fatto.LA FLOGOSI CRONICA ALLA BASE DELLE PIU' IMPORTANTI PATOLOGIE MODERNE

Molte sono le malattie la cui patogenesi è riconducibile ad un processo infiammatorio. Quelle cardiovascolari, ad esempio: l’aterosclerosi, quel processo che colpisce le pareti dei vasi sanguigni determinando la formazione di placche che possono ridurre progressivamente il diametro dei vasi fino ad ostruirlo, ha alla base una componente infiammatoria. Il bersaglio del sistema immunitario in questo caso non è un agente esterno come un virus o un batterio, ma il colesterolo LDL che si accumula nella pareti delle arterie. Man mano che il colesterolo cattivo aumenta, aumentano i segni dell’infiammazione. Con il rischio che la placca aterosclerotica diventi instabile, si rompa e arrivi a provocare un infarto.

 

E che dire del cancro: in presenza di una flogosi cronica il sistema immunitario è continuamente in stato di allerta, ma anziché difendere l'organismo dal tumore, favorisce la progressione della patologia e la sua aggressività. L’infiammazione contribuisce a produrre danni al DNA, e il cancro è una malattia dovuta proprio ad alterazioni genetiche. Come se non bastasse, il contesto infiammatorio promuove la nascita di nuovi vasi sanguigni nel tumore stesso, che possono dargli il nutrimento per garantirgli le migliori condizioni di crescita.

 

Insomma, lo stress ossidativo favorito da stili di vita nocivi come alimentazione scorretta, sedentarietà, stress e fumo favorisce la flogosi cronica. E l’infiammazione ha un filo diretto con le più importanti malattie croniche tipiche della nostra epoca. Ecco perché il primo passo per prevenire queste ultime è prevenire l’infiammazione cronica. Come? Facendo attività fisica, adottando un’alimentazione equilibrata a basso contenuto di zuccheri semplici, grassi saturi e colesterolo (alimenti con effetto pro-infiammatorio), tenendo sotto controllo il peso corporeo, dando un taglio al fumo: sono, queste, solo alcune delle buone mosse per la riduzione del danno infiammatorio e funzionale e in definitiva per l’aumento della longevità.

 

Alcune fonti utilizzate:

http://amsacta.unibo.it/3067/22/07_flogosi_acuta_I_ed_ebook.pdf

http://www.accademiamedicadiroma.it/index.php?option=com_content&view=article&id=212:francesco-violi-qpiastrine-infiammazione-e-arteriosclerosiq&catid=48:annoaccademico2010-2011&Itemid=111

http://www.inlineaconilcuore.it/public/materiali/aterosclerosi.pdf

https://www.airc.it/cancro/cos-e/cause-tumore/

http://www.jgerontology-geriatrics.com/wp-content/uploads/2016/02/editoriale13.pdf

Categorie correlate:

Malattie, cure, ricerca medica




A cura di Viviana Vischi, Giornalista professionista iscritta all'Albo dal 2002, Direttore Responsabile di diverse testate giornalistiche digitali in campo medico-scientifico.
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