Morbo di Crohn: i cibi che possono limitare i sintomi

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Morbo di Crohn: i cibi che possono limitare i sintomi

25-05-2015 - scritto da Roberta Madonna

Alcuni semplici accorgimenti dietetici che possono aiutare a gestire i sintomi della malattia di Crohn.

I benefici di una dieta liquida e di un'integrazione di omega-3 e probiotici.

Morbo di Crohn: i cibi che possono limitare i sintomi

Il morbo di Crohn, o malattia di Crohn, colpisce l’apparato gastrointestinale ed è caratterizzato da un'infiammazione cronica e recidivante che può seriamente ostacolare le attività quotidiane di chi ne soffre e che presenta un alto rischio di complicanze, se non diagnosticato e trattato per tempo. In base a quanto proposto dalla Crohn's e Colitis Foundation of America, il consumo controllato degli alimenti nella dieta può consentire una migliore gestione del paziente affetto da Crohn e della sua sintomatologia.

 

Si riscontra che, mentre alcune categorie di pazienti necessitano solo di pochi accorgimenti dietetici, perché in grado di tollerare adeguatamente la gran parte dei cibi, per altri diviene necessaria l’elaborazione di una dieta molto leggera e povera di scorie, che escluda:

  • le spezie
  • le bevande e i possibili alimenti irritanti 

 

Così, nella dieta del paziente sono di norma consentiti:

  • riso, pasta, derivati della semola e della farina di mais
  • carne magra
  • pesce bianco
  • in alcuni casi, vegetali cotti e poco fibrosi (come carote, zucchine, zucca, pomodori, mele, ma privati degli eventuali semi e della buccia esterna)

 

D’altra parte, alcuni studi clinici hanno suggerito che l’adozione di una dieta completamente liquida, ma ad elevato contenuto energetico e nutritivo, possa essere di aiuto, specie durante le riacutizzazioni, nei soggetti più sensibili e con le forme più gravi della malattia. Garantendo all'intestino il riposo di cui necessita, la dieta liquida può contribuire a lenire e limitare i sintomi e può incrementare la quota dei nutrienti, non assorbibili dal consumo diretto dei cibi.

E' da sottolineare che da recenti ricerche emerge la possibilità che un’integrazione di acidi grassi polinsaturi del tipo omega-3 sia capace di svolgere un ruolo importante in risposta allo stato di flogosi che caratterizza le malattie intestinali croniche, così come molti scienziati hanno iniziato a prendere sempre più in esame la possibilità che i probiotici rechino benefici in presenza di morbo di Crohn e di altre patologie gastroenteriche su base infiammatoria.

Il processo infiammatorio che ricorre nella malattia, specie quando risultino coinvolti ampi tratti di intestino, altera i meccanismi di assorbimento delle sostanze nutritive, per cui, anche per compensare alle possibili carenze dovute alla limitazione di frutta e verdura, i pazienti debbono ricorrere ad una supplementazione di polivitaminici e minerali.

Infine, nei soggetti affetti da Crohn assume un’importanza vitale anche un’adeguata assunzione di liquidi, utili e necessari per reintegrare le possibili perdite dovute alla diarrea. 



A cura di Roberta Madonna, Biologo Nutrizionista Specialista in Biochimica Clinica, dal 2008 si occupa di Nutrizione Umana Fisiopatologica, Dietetica Clinica, Nutrizione Sportiva ed Educazione Alimentare.
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Profilo del medico - Roberta Madonna

Nome:
Roberta Madonna
Comune:
Santa Maria Capua Vetere
Telefono:
3409514668
Occupazione:
Biologo Nutrizionista Specialista in Biochimica Clinica
Contatti/Profili social:
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