Tumore all'ovaio: diagnosi e trattamenti possibili

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Tumore all'ovaio: diagnosi e trattamenti possibili

11-10-2019 - scritto da Antonella Lobraico

Ecco quali sono gli strumenti per la diagnosi di un tumore all'ovaio.

Vuoi sapere quali sono le cure possibili in caso di tumore all'ovaio? Scoprile nel nostro articolo!

 

La sintomatologia non evidente fin dai suoi primi stadi, anzi, diciamo pure molto silente, fa del tumore all’ovaio una patologia particolarmente insidiosa. Aggiungiamo che per questo tipo di malattia oncologica non esistono esami altamente specifici o screening. Al momento, dunque, l’unica prevenzione che può facilitare la diagnosi precoce è rappresentata da una visita ginecologica annuale e dall’ecografia di controllo, consigliata a qualunque età: perché se è vero che in Italia oltre il 75% delle diagnosi di cancro alle ovaie riguarda donne di età compresa tra i 50 e 65 anni, i dati dicono che questo tumore può colpire anche donne molto più giovani.

 

LE DIVERSE TIPOLOGIE DI TUMORE ALL'OVAIO

Quando parliamo di tumore all’ovaio tendiamo a fare riferimento a una sola patologia, in realtà però ce ne sono di diversi tipi:

  • Tumori germinali
  • Tumori epiteliali
  • Tumori stromali

 

La differenza principale risiede nella sede di origine del tumore stesso.

tumori germinali hanno origine dalle cellule germinali e, diversamente dagli altri tumori dell’ovaio, producono dei marcatori tumorali che possono essere rilevati nel sangue. I tumori germinali inoltre, riguardano per lo più la fase dell’infanzia e dell’adolescenza.

tumori epiteliali hanno origine dalle cellule che ricoprono la superfice delle ovaie e che prendono il nome di cellule epiteliali, mentre i tumori stromali originano dal tessuto di sostegno dell’ovaio definito "stroma gonadico".

 

In definitiva, il tumore all’ovaio può essere distinto in due gruppi di tumori: il tipo I e il tipo II. 

tumori che appartengono al tipo I sono legati a mutazioni relative a geni come BRAF e KRAS, derivano da cellule differenziate e non sono particolarmente aggressivi. I tumori che invece fanno parte del gruppo II sono aggressivi, riguardano le mutazioni dei geni BRCA1 e BRCA2 e insorgono dal tessuto epiteliale.

 

TUMORE ALL'OVAIO: CI SONO METODI DI SCREENING?

Sappiamo che la prevenzione è il primo passo da compiere per una diagnosi precoce. A differenza però del cancro alla cervice uterina o al seno, non ci sono ancora metodi di screening efficaci per la diagnosi del tumore all’ovaio. A questo punto diventa fondamentale il consulto con il proprio medico di fiducia per una valutazione corretta dei sintomi e per l’esecuzione di esami di approfondimento.

 

Il primo step è la visita ginecologica. Se il ginecologo sospetta un tumore alle ovaie, potrà procedere con lo svolgimento di un’ecografia transvaginale o transaddominale. Ma anche il dosaggio dei marcatori tumorali può fare la differenza. Nel momento in cui una cellula diventa tumorale, smette di produrre le proteine che dovrebbe produrre o ne modifica i quantitativi. Dall’analisi delle proteine che si trovano nelle cellule e nel sangue, si possono ottenere informazioni utili per la diagnosi di un tumore. La proteina viene definita “marcatore” quando le mutazioni che la riguardano riescono a segnalare in maniera evidente la presenza di un tumore o di un’altra patologia.

 

Nel caso del tumore all’ovaio è determinante il dosaggio del marcatore CA125 (Cancer Antigen 125), ovvero l’antigene 125 prodotta dalle tube di Falloppio, dalla cervice uterina e dall’utero. Valori alti del marcatore CA125 potrebbero dunque indicare la presenza di un tumore all’ovaio, ma è necessario indagare ulteriormente. Infatti valori alti potrebbero indicare anche ciclo mestruale, endometriosi o una gravidanza. Di solito, il dosaggio del marcatore CA125 viene utilizzato in caso di sospetto di un tumore all’ovaio, dunque in presenza di sintomi riconducibili a questo cancro o a seguito di un’ecografia che ha dato esito positivo.

 

 

TUMORE ALL'OVAIO: QUALI SONO LE CURE

Per trattare il tumore all’ovaio ci sono terapie che possono essere prese in considerazione dietro stretta valutazione dell’oncologo. La terapia dipende dallo stadio raggiunto al momento della diagnosi. Se lo stadio precoce è quello in cui il tumore è circoscritto all’ovaio, quello avanzato è quando ha invaso anche altri organi.

 

Il primo step del trattamento prevede un intervento chirurgico utile per comprendere al meglio lo stadio del tumore. Il tipo di intervento - che il più delle volte si associa alla chemioterapia - viene valutato in base alle condizioni della paziente e allo stadio del tumore.

 

Le opzioni sono diverse:

  • Citoriduzione primaria, ovvero quando viene esportata del tutto la massa tumorale
  • Chirurgia di intervallo, o meglio un intervento che viene effettuato dopo alcuni cicli di chemioterapia
  • Chirurgia mini invasiva: questa viene effettuata quando il tumore è circoscritto all’ovaio
  • Chirurgia conservativa. Si tratta di un intervento che viene preso in considerazione in donne che vogliono avere figli e in presenza di tumori non epiteliali e a uno stadio precoce
  • Citoriduzione secondaria. Questo intervento viene effettuato in un secondo momento se la paziente ha sviluppato una recidiva di tumore ovarico.

 

In presenza di sintomi sospetti consulta il tuo medico per effettuare ulteriori approfondimenti e non dimenticare gli esami di controllo annuali: possono fare la differenza in una diagnosi precoce.

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A cura di Antonella Lobraico, collaboratrice della redazione di ForumSalute.
 

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ATTENZIONE: le informazioni che ti propongo nei miei articoli, seppur visionate dal team di medici e giornalisti di ForumSalute, sono generali e come tali vanno considerate, non possono essere utilizzate a fini diagnostici o terapeutici. Il medico deve rimanere sempre la tua figura di riferimento.



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