Papilloma virus: tutto quello che devi sapere

Papilloma virus: tutto quello che devi sapere

22-08-2018 - scritto da Paola Perria

Contagio, rischi e vaccino, cos'è e come si combatte il Papilloma virus.

Si trasmette per via sessuale e può essere molto pericoloso, scopriamo cos'è come si previene l'HPV.

 

Il Papilloma virus (HPV in sigla) è un’infezione trasmessa per via sessuale tanto comune quanto pericolosa. Su questo germe e sulle possibili conseguenze della sua presenza nelle mucose umane c’è, però, un po’ di confusione. Vediamo di capire di che tipo di virus si tratta, quali sono i reali rischi per la salute che il contagio comporta, e soprattutto quali sono gli strumenti a nostra disposizione per debellarlo.

 

Intanto, un po’ di cifre per farci una chiara idea delle dimensioni del fenomeno. L’infezione genitale da HPV è talmente diffusa che secondo recenti stime è presente in circa il 70% degli italiani adulti. Questo significa che sono tutti a rischio? Assolutamente no. Nella stragrande maggioranza dei casi anche aver contratto il virus non determina malattie specifiche, non dà sintomi, e spesso il sistema immunitario stesso è in grado di neutralizzarlo senza problemi. Naturalmente non sapere di aver contratto l’infezione, per quanto asintomatica possa essere, comporta a sua volta la possibilità di contagiare qualcun altro con il microrganismo.

 

Ma perché, allora, il Papilloma virus fa tanta paura? A questo punto si impone una premessa: la famiglia dei virus HPV è sterminata, se ne sono contate oltre 100 tipologie, delle quali solo poche sono, effettivamente, pericolose per l’uomo e ancora di più per la donna. Quali?

 

1) HPV dei tipi 6 e 11: causano lesioni genitali chiamate condilomi (volgarmente dette verruche o creste di gallo), sia negli uomini che nelle donne. Si tratta di piccole escrescenze dello stesso colore rosato della pelle, che si manifestano nelle mucose genitali o in quelle della bocca qualora il virus sia stato trasmesso attraverso un rapporto sessuale orale. I condilomi possono essere singoli o multipli, e le loro dimensioni possono variare da pochi millimetri a diversi centimetri. In genere si manifestano dopo un paio di mesi di incubazione senza determinare fastidi particolari, al limite un po’ di bruciore e arrossamento. Di solito comunque sono asintomatici. Si eliminano con interventi di laserterapia, elettrocauterizzazione (la lesione viene “scaldata” con l’elettricità al fine di essere eliminata con minima perdita di sangue), crioterapia (in pratica vengono “bruciati” con il freddo), con l’applicazione di acidi, o l’escissione chirurgica vera e propria. La tecnica scelta dipende dalle dimensioni e della localizzazione dei condilomi.

 

2) HPV dei tipi 16, 18 e 45: sono questi i più pericolosi, perché coinvolti nella proliferazione di cellule cancerose nella zona del collo dell’utero e della cervice uterina nelle donne. La maggior parte di queste neoplasie, infatti, è riconducibile ad una infezione da Papilloma virus non individuata per tempo, quando, cioè, ancora non ha dato segni di “attività”. Inoltre, per la loro particolare aggressività, queste tipologie di HPV se trasmesse per contatto orale, sono in grado di indurre la formazione di tumori maligni anche nella gola, un rischio che corrono in egual misura uomini e donne. Se i Papilloma virus 16, 18 e 45 sono sicuramente un rischio per la salute femminile, gli uomini non ne sono immuni. Anche in loro la presenza di questi microrganismi nella zona genitale aumenta il rischio di tumori, in particolare del pene e della prostata, nonché di infiammazioni della stessa (prostatite cronica). A rischio anche la vitalità spermatica, con diminuzione della fertilità.

 

Come si trasmette l’HPV? Per via sessuale, abbiamo visto. Nello specifico, è sufficiente anche un solo rapporto sessuale con partner infetto. È possibile evitare il contagio indossando il condom (maschile o femminile)? In parte sì, ma può non essere sufficiente. Questo perché il virus si “annida” non solo nelle secrezioni e nei fluidi corporei (sperma, saliva, secrezioni vaginali), ma anche nel tessuto stesso, per cui la trasmissione avviene anche solo per contatto, ad esempio durante i preliminari. Per tale ragione il vero e solo modo per prevenire il contagio è quello di sottoporsi al vaccino.

 

L’immunizzazione gratuita è prevista dalla attuale normativa solo per le bimbe e le teenager fino ai 12 anni, e (grazie all’aggiornamento 2017 dei nuovi LEA), anche per i maschi fino alla stessa età. Gli adulti possono effettuare la vaccinazione, quando vogliono, ma a pagamento. La vaccinazione disponibile è in questi tipi:

  • Il vaccino quadrivalente che protegge dagli HPV dei tipi 6, 11,16 e 18;
  • Il vaccino bivalente che protegge dagli HPV dei tipi 16 e 18;
  • Il recente vaccino 9-valente che protegge dai ceppi 6, 11, 16, 18, 31, 33, 45, 52, 58.
    .

 

Si tratta di una immunizzazione estremamente efficace perché ha una copertura vicina al 100%. Questo, però, non deve legittimare comportamenti sessuali imprudenti, perché esistono altre possibili infezioni veneree molto pericolose da cui è necessario difendersi nei modi opportuni.

 

Per quanto riguarda, invece, la diagnosi precoce, le donne hanno a disposizione un semplice test (HPV test), che in genere viene effettuato in associazione con il PAP test, previo prelievo indolore e rapido di poco muco cervicale che verrà analizzato in laboratorio. È cruciale che soprattutto le donne si sottopongano regolarmente questi due esami perché non per tutti i genotipi pericolosi del Papilloma virus è disponibile il vaccino. Una volta scoperta la eventuale presenza di una delle svariate tipologie di HPV si effettuano ulteriori controlli per verificarne il genotipo, e dunque la pericolosità.

 

Per quanto riguarda le opzioni terapeutiche per i condilomi, come già detto possono essere di tipo distruttivo, cioè che distruggono le lesioni con l’utilizzo di composti chimici o con tecniche fisiche, ma esistono anche i trattamenti immunomodulanti con farmaci da applicare localmente, che attivano la risposta immunitaria (Imiquimod, Sinecatechine) . Questi ultimi necessitano di più tempo, sono irritanti, ma si associano a una minore frequenza di recidive (fonte: Linee guida e Raccomandazioni SIDeMaST 2016-2017).

 

Nei pazienti con con poche lesioni mai trattate, a basso rischio di recidive, l’obiettivo del trattamento è la rimozione delle lesioni. Nei pazienti con molte lesioni mai trattate o recidivanti l’obiettivo è anche quello della prevenzione delle recidive. La comparsa di recidive, ovvero la ripresentazione delle lesioni dopo una regressione completa ottenuta col trattamento, dipende dalla competenza immunitaria dell'organismo. Alcuni studi documentano un minor tasso di recidive nei pazienti sottoposti alla rimozione dei condilomi con un trattamento fisico seguito dall’applicazione di immunomodulatori topici su cute sana (fonte: Linee guida e Raccomandazioni SIDeMaST 2016-2017).

 

Se il tessuto cervicale dovesse aver già cominciato a “mutare” in seguito all'aggressione di HPV, dunque quando il virus abbia già dato luogo alla formazione di tumori, naturalmente occorrerà intraprendere le opportune strade terapeutiche, a seconda dei casi dalla chirurgia alla chemioterapia, dalla radioterapia alla terapia ormonale.



A cura di Paola Perria, Giornalista pubblicista iscritta all'Albo dal 2009, Master I livello in Gender Equality-Strategie per l’equità di Genere con tesi sulla medicina di genere.
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