Come accorgersi dei polipi intestinali e prevenirli

Come accorgersi dei polipi intestinali e prevenirli

22-10-2018 - scritto da Francesca Morelli

La prevenzione dei polipi intestinali, soprattutto in caso di alcuni fattori di rischio o alla comparsa di sintomi e segnali d’allarme.

Dieta sana e attività fisica per prevenire i polipi intestinali.

 

Polipi intestinali: già solo pronunciare il termine fa paura. Il primo pensiero va a qualcosa di brutto, come un tumore. Non è sempre così, ma per limitare i rischi evolutivi verso la malignità una strategia preventiva c’è: perseguire uno stile di vita sano, adottare una dieta green e fare attività fisica. Fibre e movimento favoriscono infatti la motilità intestinale e un intestino pulito, libero da scorie e tossine, è sinonimo di salute migliore.

 

Cosa sono e come vedere i polipi intestinali

I polipi intestinali non sono tutti uguali. Per accorgersi della loro presenza servono esami endoscopici specifici, come ad esempio la colonscopia. A guardarli assomigliano tutti a una sorta di cuscinetto carnoso - sono infatti dovuti alla crescita anomala di tessuto mucoso dell’intestino crasso - ma in realtà osservandoli meglio è possibile notare una diversità nella sagomatura. Esistono infatti quelli piatti, noti come polipi sessili, e quelli sporgenti, tanto da sembrare quasi un fungo e per questo definiti polipi peduncolati.

 

I polipi intestinali sono tumori?

Diciamo che possono avere una “doppia faccia”: potrebbero infatti essere benigni e non destare eccessive preoccupazioni - sebbene sia importante comunque monitorarli nel tempo - oppure talvolta, specie se non vengono rimossi laddove necessario, possono evolvere in un tumore del colon-retto. La maggior parte dei tumori del colon-retto proviene proprio dalla trasformazione in senso maligno dei polipi, che dunque sono considerati delle forme precancerose.

 

Perché si formano i polipi: i 3 fattori chiave

Non si conoscono con esattezza le cause della formazione di polipi. Si ritiene che possano centrare sia una dieta troppo ricca in grassi e povera di fibre che una predisposizione genetica.

 

I polipi non fanno distinzione di sesso o età: possono infatti presentarsi in qualunque individuo, uomo o donna, e in diverse fasi della vita. Tuttavia alcuni fattori predisponenti al loro sviluppo ci sono. Dunque, la prima domanda da porsi è se si rientra in queste categorie a rischio potenziale di malattia.

 

Hai:

  • Un’età intorno ai 50 anni o più? Non trascurare la salute del tuo intestino;
  • Familiarità con i polipi? Passa in rassegna i membri più stretti del tuo nucleo familiare: se hanno avuto polipi o problemi all’intestino (compreso un tumore del colon) la prevenzione nel tuo caso può fare la differenza sull’insorgenza di malattia;
  • Precedenti polipi del colon? Se hai una propensione a sviluppare queste escrescenze, non trascurare un monitoraggio periodico della salute del tuo intestino con visite specialistiche.

 

 

I sintomi dei polipi intestinali

Sono proprio i sintomi a rendere i polipi “pericolosi”, perché spesso restano silenti per lungo tempo per poi dare parvenza di sé con segnali evidenti di qualche cosa che non va a livello intestinale, oppure con una alterazione della normale motilità intestinale.

 

Allora fai attenzione a:

  • Tracce di sangue che possono palesarsi sulla biancheria intima o sulla carta igienica, specie se a seguito di un movimento intestinale “strano”, diverso dalla tua normale evacuazione;
  • Sangue nelle feci, che di norma viene identificato con esami specifici, di laboratorio;
  • Una motilità anomala associata a stitichezza o a diarrea che persiste da più di una settimana.

 

Altri segni distintivi, importanti da non sottovalutare perché possibile spia di polipi intestinali sono:

  • La variazione della forma delle feci, che possono assumere una forma assottigliata come “a matita”;
  • Un dolore addominale crampiforme che persiste nel tempo;
  • Una stanchezza immotivata che potrebbe essere accompagnata anche da anemia a causa della perdita di sangue nelle feci, perdita dell’appetito o calo ponderale.

 

Importante, alla comparsa di questi sintomi subdoli è rivolgersi al proprio medico curante, in quanto potrebbero indicare un possibile polipo oppure una problematica diversa ma che si manifesta con segnali simili.

 

 

Prevenire i polipi: lo stile di vita conta

Oltre ai fattori predisponenti, la comparsa dei polipi può essere favorita anche da alcune abitudini quotidiane scorrette, tra queste la dieta e la sedentarietà che insieme “alimentano” l’aumento di peso, fino all’obesità. Ecco allora come intervenire con uno stile di vita benefico per l’intestino:

 

  • A tavola: una dieta green, cioè prevalentemente a base di alimenti vegetali e fibre, variati nella qualità e nei colori, è sicuramente un toccasana per l’organismo. Così è raccomandata l’assunzione di una porzione di verdura ad ogni pasto, in modo da aiutare a tenere pulito l’intestino da scorie, residui e tossine, nonché di 2-3 frutti di medie dimensioni, laddove possibile mangiati con la buccia. I legumi andrebbero integrati nella dieta almeno due volte a settimana, perfetti anche in zuppe, passati o minestroni.  Ancora, ogni giorno non dimenticare una porzione di yogurt, perché nutre l’intestino di batteri alleati della sua salute;
  • La salute nel bicchiere: l’idratazione fa la sua buona parte nell’aiutare il transito intestinale. Perché sia efficace nel ripulire il tratto intestinale occorre bere almeno 1,5-2 litri di acqua al giorno. Vanno bene anche le tisane e il brodo, vegetale e magro;
  • No allo stress: l’intestino si irrita se lo strapazzi, e questo accade anche quando consumi cibi che infiammano la mucosa. Evita, quanto più possibile, alcol, tè e caffè (uno al mattino ci sta perché aumenta i movimenti intestinali), ma anche i fritti e i grassi di origine animale. Fra gli alimenti animali fa eccezione il pesce, per il suo ricco contributo in omega-3, grassi buoni per la salute dell’intestino, oltre che del cuore;
  • Mantieniti in movimento: la salute dell’intestino è associata anche a una regolare attività, perché l’esercizio fisico favorisce il transito. Dunque una camminata di almeno 20-30 minuti al giorno o della ginnastica, eventualmente alternata anche pratiche più rilassanti – quali lo yoga o il ballo – a seconda delle preferenze individuali dovrebbe entrare a far parte di un regolare stile di vita.

 

 

Principali fonti utilizzate:

Fondazione Veronesi

MBenessere.it

American Society for Gastrointestinal Endoscopy

AIRC

Lega Svizzera contro il Cancro



A cura di Francesca Morelli, Giornalista pubblicista iscritta all'Albo dal 2014, collaboratrice di testate web di medicina, scienza, salute e benessere specializzate in prevenzione, oncologia, alimentazione, medicina e medicina di genere, pediatria, e-health.

 

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