Stitichezza: 10 domande e risposte

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Stitichezza: 10 domande e risposte

07-01-2019 - scritto da Viviana Vischi

Tutto quello che c'è da sapere sulla stitichezza, spiegato dalla Dott.ssa Raffaella Ferrando, Radiologa specialista in Gastroenterico e Funzionalità pelviperineale.

Cos'è la stitichezza e come combatterla in modo fisiologico: parola all'esperto.

 

La stitichezza, o stipsi per dirla in termini più scientifici, è un disturbo molto diffuso e trasversale a livello della popolazione, che consiste nella difficoltà a espellere le feci o nel farlo con una frequenza inferiore rispetto agli standard fisiologici. La gravità del problema varia da persona a persona: c'è chi ne soffre solo per un breve periodo, magari durante un viaggio o in particolari momenti della vita, c'è chi invece si vede costretto a conviverci quotidianamente. Va da sé che avere a che fare con una mancata o difficoltosa e dolorosa defecazione - soprattutto quando cronica, permanente - può essere decisamente complicato e peggiorare la qualità della vita di chi ne soffre. 

 

Con l'aiuto della Dott.ssa Raffaella Ferrando, Radiologa specialista in Gastroenterico e Funzionalità pelviperineale, cerchiamo di capire esattamente cos'è la stitichezza e cosa possiamo fare in concreto per risolvere il problema. 

 


 

  

La Dott.ssa Raffaella Ferrando, Radiologo specialista in Gastroenterico e Funzionalità pelviperineale, riceve presso il Poliambulatorio Bastiamedica di Bastia d'Albenga (SV). Puoi contattarla al 0182-20485 o al 347-3200926.

 


 

Dott.ssa Ferrando, quando si può dire con certezza di essere stitici? 

I disordini intestinali vengono definiti e diagnosticati in base a regole precise stabilite da una commissione internazionale e chiamate "criteri di Roma". Negli anni questi criteri diagnostici sono stati aggiornati più volte, e nel 2016 si è arrivati alla IV revisione. Per quanto riguarda la stipsi funzionale, vale ancora la classificazione di Roma III del 2006, e dunque per diagnosticare la stitichezza bisogna che i sintomi perdurino da almeno 6 mesi, e che da almeno 3 mesi siano presenti almeno 2 delle seguenti condizioni:

  • Meno di tre movimenti intestinali a settimana;
  • Manovre manuali necessarie per facilitare la defecazione più del 25% delle volte;
  • Feci dure o grumose oltre il 25% delle volte;
  • Sensazione di evacuazione incompleta oltre il 25% delle volte;
  • Sensazione di ostruzione anorettale oltre il 25% delle volte;
  • Necessità di fare grandi sforzi per defecare più del 25% delle volte.

 

Ok, allora non è "obbligatorio" evacuare tutti i giorni, una volta al giorno. Mettiamo però il caso che non si riesca ad andare di corpo più di una volta a settimana. E' grave?  Alla lunga la stitichezza cosa può comportare?

Se andiamo in bagno una volta alla settimana perché abbiamo sempre fatto cosi stiamo sbagliando qualcosa da sempre. Perché nel frattempo, mentre non evacuiamo, continuiamo a mangiare almeno tre volte al giorno…

Alla lunga la stitichezza può essere una concausa dei bruciori di stomaco, di addominalgie diffuse, di reflusso gastroesofageo, litiasi colecistica, ernia transiatale, scarso appetito, insonnia, alitosi, sonnolenza, nervosismo, ecc.

 

Ma come è possibile essere stitici, pur mangiando sano e conducendo una vita normale?

E' possibile. Le cause della stitichezza conducendo una vita sana e mangiando sano possono essere sostanzialmente due:

1) Insufficiente apporto idrico, cioè bere troppo poco;

2) Dissinergia della muscolatura del pavimento pelvico con alterazione dell’atto espulsivo.

 

 

Parliamo per un attimo di come devono essere le feci normali: quale forma e consistenza devono avere?

Le feci normalmente dovrebbero essere marroni, di tonalità variabile a seconda dell’alimentazione. Se la quantità di acqua e fibre introdotta è sufficiente, dovrebbero essere di forma cilindrica. La consistenza delle feci, inoltre, dovrebbe essere morbida, quasi soffice. Feci troppo dure e secche, acquose, viscide, nastriformi o filiformi, galleggianti, a palline o con tracce di muco o sangue, sono un chiaro segnale che qualcosa non ha funzionato correttamente durante i processi digestivi.

 

Sempre a proposito di feci... Se sono di colore nero, giallo, bianco o verde bisogna preoccuparsi?

Le feci nere sono indice della presenza di sangue digerito all’interno, normalmente per micro-sanguinamenti dal tratto intestinale alto; le feci bianche o argillose potrebbero far sospettare un problema a carico del sistema biliare (pancreas, fegato o cistifellea), per lo più infiammazioni a livello del fegato. In entrambi i casi il consiglio è di recarsi subito dal medico curante. Le feci gialle possono avere significati differenti:

1) Se sono associate a diarrea, potrebbero essere in atto patologie infiammatorie del fegato e del colon, da indagare certamente.

2) Se sono associate feci normali potrebbe trattarsi di steatorrea, una condizione patologica caratterizzata da una notevole presenza di sostanze grasse non digerite nelle feci dovute a malassorbimento, anch’essa meritevole di una valutazione medica.

 

Qual è la posizione migliore per andare di corpo, soprattutto in caso di stitichezza?

La posizione fisiologica per andare di corpo è differente da quella che si usa per leggere una rivista sul water o chattare con il cellulare (usanza peraltro da abbandonare prima possibile). Le ginocchia vanno tenute più in alto rispetto alle anche, ad esempio utilizzando un poggiapiedi.

 

E' giusto stimolare l’evacuazione manualmente o con "rimedi della nonna"? Oppure c'è il rischio di abituarsi e non riuscire più ad andare di corpo naturalmente?

La stimolazione anale deve essere utilizzata solo in casi estremi, men che meno nel lattante e nel bambino dove l’apparato sta imparando a funzionare: stimoli anomali potrebbero infatti creare circoli viziosi e condurre ad abitudini da non prendere. Infatti, come per ogni cosa, anche nel caso della defecazione se si lascia spazio alla pigrizia non si riesce più ad adottenere una funzionalità normale senza stimoli.

 

 

Quali sono i principali cibi su cui puntare per ammorbidire le feci, se sono sempre dure? E quali per avere una maggior regolarità intestinale?

I cibi che aiutano ad ammorbidire le feci sono frutta e verdura come kiwi, susine, zucchine, pere, mele, e poi farine integrali, latte, olio di oliva, yogurt… ma soprattutto tanta acqua non gasata. Per integrare l’assunzione di liquidi è possibile prepararsi anche delle tisane lassative da bere due volte al giorno, prima del pranzo e della cena. Sono indicate le tisane ai fiori di malva, tiglio, altea e semi di lino, che nello stomaco, a contatto con l’acqua, formano una specie di mucillagine in grado di ammorbidire le feci e di aumentarne il volume.

Al contempo, per avere una maggior regolarità intestinale servono fibre, dunque frutta e verdura, ma anche latte, uova, carne e pesce. Soprattutto occorrono acqua e movimento.

 

Perché in gravidanza si tende a soffrire di stitichezza? E cosa fare?

La gravidanza è costellata da una serie di disturbi, tra i quali certamente c'è anche la stitichezza: è talmente diffusa che si stima arrivi a colpire quasi il 50% delle donne in dolce attesa! La sua insorgenza è legata alle modificazioni ormonali che avvengono durante il periodo della gestazione: il progesterone riduce infatti la peristalsi per azione miorilassante, mentre l’aldosterone aumenta la ritenzione idrica, rallentando il transito. L'azione degli ormoni si unisce poi alle nausee che riducono l’assunzione di fibre, alle "voglie" che generalmente sono rivolte a cibi che antagonizzano la fisiologica peristalsi, e all’assunzione di ferro o di farmaci: un mix di fattori che non aiuta certo la regolarità intestinale.

Cosa fare per combattere la stitichezza in gravidanza? Idratarsi a sufficienza, introdurre più fibre con la dieta fare un pochino di attività fisica ogni giorno. Tutto questo, naturalmente, dopo aver sentito il parere del medico.

 

Dott.ssa Ferrando, concludiamo con una curiosità: perché quando si va in vacanza si tende a soffrire di stitichezza?

La stitichezza da viaggio è legata alle modifiche apportate ai ritmi giornalieri a cui il nostro organismo è legato. Un'influenza importante ce l'ha anche il luogo in cui si dorme e la toilette. Quindi il consiglio è di cercare di ovviare con qualche alimento in aiuto oppure con l'aggiunta di fermenti lattici e/o probiotici alla dieta quotidiana.



A cura di Viviana Vischi, Giornalista professionista iscritta all'Albo dal 2002, Direttore Responsabile di diverse testate giornalistiche digitali in campo medico-scientifico.
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ATTENZIONE: le informazioni che ti propongo nei miei articoli, seppur visionate dal team di medici e giornalisti di ForumSalute, sono generali e come tali vanno considerate, non possono essere utilizzate a fini diagnostici o terapeutici. Il medico deve rimanere sempre la tua figura di riferimento.



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