Connect With Us

Facebook Twitter Google Pinterest YouTube
Home > Salute: consigli del medico, esperienze dei pazienti > Oculistica > Informazioni e news in oculistica > Occhio secco: la cura efficace si ottiene solo dopo una diagnosi precisa
Segna Forum Come Letti

   

Occhio secco: la cura efficace si ottiene solo dopo una diagnosi precisa

Dr. Antonio Pascotto
 

Quando si valuta la Secchezza Oculare di un paziente, sia secondaria ad un intervento sia per alterazioni della superficie oculare, la cosa più importante è diagnosticare con precisione l'entità del problema e determinare la causa che ne è alla base. La Secchezza Oculare può infatti dipendere dall'uso di farmaci sistemici (ad esempio antistaminici, diuretici, antidepressivi), da malattie sistemiche (diabete, disfunzioni della tiroide, sindrome di Sjogren), dall'inevitabile processo di invecchiamento o da fattori esterni. Se, inoltre, si hanno allergie oculari o alterazioni del margine palpebrale, il processo infiammatorio è ancora più complesso nella sua identificazione e, quindi, nella sua gestione.

Ci sono diversi test disponibili per aiutare ad eseguire diagnosi di alterazioni della superficie oculare. Possiamo utilizzare sistemi per la colorazione della cornea e delle congiuntive, misurare il tempo di rottura del film lacrimale o altri sistemi simili: sono tutti ottimi modi per classificare l'occhio secco. Tuttavia, basandoci sulla definizione di sindrome dell'occhio secco stabilita durante la DEWS task force del 2007, dobbiamo ricordare che l'occhio secco è una malattia multifattoriale delle lacrime e della superficie oculare, accompagnata sempre da un aumento della osmolarità del film lacrimale e infiammazione della superficie oculare.

Nonostante l'ampio armamentario diagnostico, non c'è mai stato
un metodo per misurare l'instabilità del film lacrimale nella sindrome dell'occhio secco fino a quando non abbiamo avuto a disposizione il TearLab, ossia il test per l'osmolarità. I tradizionali
test della superficie oculare (TBUT, colorazione corneale, OSDI, test di Schirmer), possono avere un'elevata variabilità nella determinazione della diagnosi; la misurazione dell'osmolarità lacrimale, invece, ha la più alta precisione (<1,5% coefficiente di variazione) nella diagnosi di malattia dell'occhio secco. Si pensi che questo coefficiente di variazione è inferiore a quello accettato per la misurazione della glicemia (importantissimo per i diabetici) o per il test del colesterolo.

Ambulatorio per la Secchezza Oculare (link)

https://fbcdn-sphotos-a-a.akamaihd.n...d457f90b9a74b2
Nell'immagine, paziente sottoposta a test dell'osmolarità lacrimale. Il test determina la concentrazione di soluti nelle lacrime.
Valori di osmolarità superiori a 308 mOsms/L sono generalmente indicativi di sindrome dell'occhio secco.

__________________
Centro Oculistico Pascotto
Tel. 081 554 2792
Leggi altri commenti
Leggi altri commenti

Profilo del medico - Dr. Giacomo Sanfelici

Dr. Giacomo Sanfelici
Nome:
Giacomo Sanfelici
Comune:
Pietra Ligure
Provincia:
SV
Azienda:
Ambulatorio Medico Chirurgico Vìsus
Specializzazione:
Oftalmologia
Contatti/Profili social:
sito web
Domanda al medico
Dr. Sanfelici, l'intervento di cataratta è consigliato a qualunque età, sia che si tratti di un anziano o un giovane, oppure ci sono limitazioni e rischi?
   
Strumenti Discussione



Adesso sono le 15:34 PM.




Powered by vBulletin® Version 3.8.7
Copyright ©2000 - 2020, vBulletin Solutions, Inc.
Content Relevant URLs by vBSEO 3.6.0 PL2

Per offrirti il miglior servizio questo sito utilizza cookies. Continuando la navigazione acconsenti al loro impiego. Maggiori informazioni qui.

X