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Pupilla paralitica

visal
 

Salve vorrei esporvi questo problema che ha mia moglie
Mia moglie soggetto celiaco ha avuto dopo 10 anni da una prima emiparesi un secondo episodio che pero' ha interessato anche l'occhio con la paralisi della pupilla e una mancanza di sensibilita' sia all'arto superiore che inferiore
Faccio pero' presente che alla prima emiparesi le fu praticato una TAC e RMN con MDC e li si evidenzio' una demienielizzazione della sostanza bianca a livello paratrigonale .
Furono fatti accertamenti del caso e mi dissero di controllarla a distanza
Dopo 10 anni ha avuto questa recidiva di emiparesi sempre al facciale sinistro pero' e' stato interessato l'occhio destro e gli arti destri
Praticato nuovamente TAC e RMN con MDC e la situazione rispetto a 10 anni fa e' rimasta invariata la zona di demienelizzazione e' rimasta invariara e non se ne sono formate altre
HA praticato due PEV purtroppo con esiti opposti infatti a fine mese ne fara' una terza al policlinico di NApoli una nuova visita neurologica dove il neurologo mi ha escluso categoricamente che si tratti di sclerosi a placche in quando non ci sono i presupposti x tale patologia
Ho fatto due visite oculistiche entrambi con diagnosi di pupilla paralitica e di rivolgermi dal neurologo il quale dice invece che forse si tratta di pupilla di ADIE
Insomma brancoliamo nel buoi e vorrei un po mettere in ordine le cose
Che mi consigliate di fare???

MIGLIOR COMMENTO
Dr. Antonio Pascotto
Citazione:
Originariamente Inviato da visal Visualizza Messaggio
Salve vorrei esporvi questo problema che ha mia moglie
Mia moglie soggetto celiaco ha avuto dopo 10 anni da una prima emiparesi un secondo episodio che pero' ha interessato anche l'occhio con la paralisi della pupilla e una mancanza di sensibilita' sia all'arto superiore che inferiore
Faccio pero' presente che alla prima emiparesi le fu praticato una TAC e RMN con MDC e li si evidenzio' una demienielizzazione della sostanza bianca a livello paratrigonale .
Furono fatti accertamenti del caso e mi dissero di controllarla a distanza
Dopo 10 anni ha avuto questa recidiva di emiparesi sempre al facciale sinistro pero' e' stato interessato l'occhio destro e gli arti destri
Praticato nuovamente TAC e RMN con MDC e la situazione rispetto a 10 anni fa e' rimasta invariata la zona di demienelizzazione e' rimasta invariara e non se ne sono formate altre
HA praticato due PEV purtroppo con esiti opposti infatti a fine mese ne fara' una terza al policlinico di NApoli una nuova visita neurologica dove il neurologo mi ha escluso categoricamente che si tratti di sclerosi a placche in quando non ci sono i presupposti x tale patologia
Ho fatto due visite oculistiche entrambi con diagnosi di pupilla paralitica e di rivolgermi dal neurologo il quale dice invece che forse si tratta di pupilla di ADIE
Insomma brancoliamo nel buoi e vorrei un po mettere in ordine le cose
Che mi consigliate di fare???
Visal,

Le cause per una paralisi pupillare possono essere numerose, ma mi pare che stiate procedendo bene: se il neurologo e gli esami radiodiagnostici escludono malattie neurologiche sistemiche, può trattarsi di un fenomeno di scarso significato clinico, che potrebbe anche rientrare spontaneamente.

Ripeta i PEV al policlinico e ci faccia sapere. In bocca al lupo!
__________________
Centro Oculistico Pascotto
Tel. 081 554 2792
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siravoduilio
 

http://www.center4sight.com/sites/de...Anisocoria.jpghttp://www.nanosweb.org/images/Patie...isocoria_1.jpg
La midrìasi è la dilatazione della pupilla causata dalla contrazione dle muscolo dilatatore dell’iride ed è una normale risposta alla riduzione della luce,così come un bravo fotografo allarga il diaframma dell’obiettivo nell’intento di captare più luce. La midriasi è la condizione fisiologica di dilatazione della pupilla in assenza di luce.
La midriasi viene mediata dall'azione di fibre nervose del sistema ortosimpatico. Queste fibre provengono dal midollo spinale da C8 a T2, escono con radici anteriori, attraversano il ganglio stellato ed il ganglio vertebrale salendo sino al ganglio cervicale superiore del simpatico, ove contraggono sinapsi. Il secondo neurone segue la carotide interna, quindi entra nella cavità orbitaria, attraversa il ganglio ciliare senza contrarre sinapsi e raggiunge il muscolo dilatatore della pupilla.
La funzione fisiologica di questo meccanismo consiste nell'aumento del diaframma di apertura del sistema ottico dell'occhio, permettendo l'ingresso di stimoli luminosi sufficienti ad attivare la reazione dei bastoncelli nella visione mesopica o notturna.Tuttavia può dipendere anche da forti emozioni e dalla somministrazione di farmaci midriatici, per esempio nell’esame del fundus oculare (cfr retinopatia diabetica). Ma disturbi neurologici e traumi dell’occhio possono anche causare midriasi e lo stesso dicasi nella riduzione del riflesso di coscienza e nella condizione di “coma da trapasso” .

Cause di midriasi
- Sindrome di Adie. Questa patologia è caratterizzata da improvvisa midriasi unilaterale, riflessi pupillari ridotti o assenti, visione sfocata e dolore oculare crampiforme. I riflessi tendinei profondi possono essere ipereccitabili o assenti.
- Sindrome dell'arco aortico, Una midriasi bilaterale si instaura generalmente nella fase avanzata di questa sindrome. Altri sintomi oculari possono includere: visione sfocata, perdita transitoria della vista e diplopia. I reperti correlati possono includere: vertigini e sincope, dolore al collo, alle spalle e al torace, soffi, assenza del polso radiale e carotideo, parestesie claudicatio intermittens. La pressione può essere ridotta alle braccia.
-Botulismo. La tossina botulinica causa una midriasi bilaterale, generalmente da 12 a 36 ore dopo l' ingestione. Altri segnl precoci sono: perdita dei riflessi pupillari, visione sfocata, diplopia, ptosi, strabismo e paralisi dei muscoli extraoculari, anoressia, nausea, vomito, diarrea e ridotta salivazione. Seguono: vertigini, perdita dell' udito, disfonia, disartria, disfagia, deficit di forza progressiva e perdita dei riflessi tendinei profondi.
-Infarto del tronco encefalico. Questo raro disturbo può causare midriasi fissa bilaterale. Segni e sintomi associati sono variabili, ma possono comprendere: paralisi di tutti gli arti, coma improvviso, postura decerebrata, perdita dei movimenti coniugati degli occhi e modificazioni del pattern respiratorio.
-Aneurisma dell'arteria carotide. In questo caso, la midriasi unilaterale può essere accompagnata da emianopsia bitemporale, ridotta acuità visiva, emiplegia, diminuzione del livello di coscienza, cefalea, afasia, modificazioni comportamentali e ipoestesia.
-Glaucoma (da chiusura improvvisa d'angolo). Questa emergenza oculistica è caratterizzata da midriasi moderata e perdita dei riflessi pupillari nell'occhio interessato, accompagnata da dolore lancinante a esordio improvviso, ridotta acuità visiva, visione sfocata con alone, iniezione congiuntivale ed opacità corneale.
-Paralisi dei nervi oculomotori. La sindrome si associa a ptosi palpebrali, diplopia e diminuzione dei riflessi pupillari.
http://spazioinwind.libero.it/gastroepato2/miosi.gif

Lo stupor midriatico postraumatico con o senza una possibile sezione traumatica indiretta di tipo concussivo del nervo ottico!
Siamo sicuramente in presenza di una neuropatia ottica post-traumatica che è una lesione traumatica (diretta od indiretta) del nervo ottico (NO) che comporti perdita parziale o totale della sua funzione; la perdita della visione potrà avere carattere temporaneo o permanente. La lesione del NO potrà verificarsi a qualsiasi livello lungo il suo decorso: in genere il tratto interessato è quello intracanalicolare, talvolta la porzione intracranica (per frattura dei processi clinoidei anteriori o per compressione esercitata dalla plica durale falciforme). Il tratto intraorbitario è al contrario difficilmente lesionato se non direttamente, grazie all’andamento ad “S” descritto dal NO nella cavità orbitaria che gli consente un’ottima mobilità consensualmente al bulbo rendendolo meno vulnerabile allo stiramento ed in virtù della protezione offerta dal grasso orbitarlo e dal cono muscolare.
Utili:
-esami clinico oculare ed oftalmoscopico: l’esame oftalmoscopico eseguito nelle prime ore dall’evento traumatico non consente di rilevare generalmente reperti suggestivi per una lesione del NO , con fundus di aspetto normale nonostante la cecità o ipovisione del paziente; tuttavia, entro 3-4 settimane, la papilla diventa pallida e compare un quadro di atrofia ottica;
-potenziali evocati visivi (PEV): questo esame risulta essere particolarmente importante nella valutazione del paziente comatoso, specie nelle sospette forme bilaterali in cui può non essere dimostrabile un difetto pupillare afferente. I PEV sono utili a fini diagnostici e prognostici quando: non vengono registrati, nel qual caso la chance di recupero visivo è praticamente nulla; quando sono registrati in forma anomala subito dopo il trauma, per poi estinguersi a seguito dell’instaurarsi di una lesione secondaria a carico del nervo;
-studio del campo visivo: possibile solo per pazienti capaci almeno di conta dita. L’esame del campo visivo potrà rivelare deficit perimetrici classificabili in base alla gravità crescente in: lievi (meno del 25% del campo visivo), moderati (meno del 50% del campo visivo), gravi (più del 50% del campo visivo).
-OCT-HRT
Il quadro clinico dei pazienti affetti da neuropatia ottica post-traumatica è dominato dal deterioramento della funzione visiva di grado variabile fino alla cecità, la cui insorgenza temporale rispetto all’evento traumatico ha grandi implicazioni prognostico-terapeutiche. In genere la perdita del visus è istantanea al momento dell’impatto, pur essendo possibili insorgenze più tardive. Si calcola che il paziente con neuropatia ottica post-traumatica erediti successivamente una cecità permanente nel 50% dei casi.
Tale reperto diagnostico decisivo manca nel paziente comatoso o comunque con stato di shock tale da far passare in secondo piano il quadro visivo.
__________________

visal
 

Citazione:
Originariamente Inviato da Pascotto Visualizza Messaggio
Visal,

Le cause per una paralisi pupillare possono essere numerose, ma mi pare che stiate procedendo bene: se il neurologo e gli esami radiodiagnostici escludono malattie neurologiche sistemiche, può trattarsi di un fenomeno di scarso significato clinico, che potrebbe anche rientrare spontaneamente.

Ripeta i PEV al policlinico e ci faccia sapere. In bocca al lupo!
Grazie a tutti voi x queste esaurienti spiegazioni
Ho dimenticato pero' di dire una cosa nel racconto della sintomatologia
mia moglie sia adesso che 10 anni fa lamentava un dolore a fitte nell'orecchio a cui nessuno a dato importanza
Fatto sta che sia adesso che 10 anni fa tutto inizio' da un semplice mal di orecchio tanto e vero che mi ricodo che mi chiesero di fare la TAC delle rocche petrose e invece il radiologo disse che era inutile ed era meglio una visione completa del cranio x l'emiparesi
Ora le chiedo :
Ci potrebbe stare un collegamento tra orecchio emiparesi e occhio??
Poi se la pupilla restasse paralitica e io correggessi il tutto con opportuni lenti, mia moglie potrebbe avere un danno alla retina??

siravoduilio
 

L'unica conessione potrebbe essere con un Neurinoma dell'acustico

oppure un colesteatoma o altre affezioni
Studio delle Rocche Petrose con TC.
Introduzione anatomica
http://www.tanzariello.it/orecchio/p...p_image001.jpg
La rocca petrosa è una delle strutture più complesse del basicranio, legata alla funzione uditiva e dell’equilibrio. Le strutture anatomiche che la compongono sono di piccole dimensioni, con sviluppo spaziale complesso.
La rocca petrosa è posta alla base del cranio e forma il pavimento della fossa cranica media e la parete anteriore della fossa cranica posteriore; contrae inoltre stretti rapporti anatomo-funzionali con la rinofaringe.
Nella rocca petrosa possiamo riconoscere quattro componenti fondamentali:
orecchio esterno, orecchio medio, orecchio interno, mastoide.
L’orecchio esterno è costituito dal padiglione auricolare e dal condotto uditivo esterno (CUE), canale delimitato in parte da una parete membranosa e in parte da una parete ossea (osso timpanico) e separato dall’orecchio medio dalla membrana timpanica.
L’orecchio medio è una struttura a contenuto aereo in cui si distinguono l’antro, la cassa del timpano e l’attico. Nella cassa e nell’attico è situata la catena ossiculare composta dal martello (anteriore), dall’incudine (posteriore) e dalla staffa (la più
mediale).
Gli ossicini della catena ossiculare sono articolati fra di loro, tenuti in sede da legamenti e hanno funzione di trasmettere gli stimoli acustici dalla membrana timpanica alla finestra ovale, situata nella parete mediale della cassa e comunicante con il labirinto.
Alla catena ossiculare sono annessi i muscoli tensore del timpano (collegato almartello) e stapedio, che hanno la funzione di modulare la trasmissione dello stimolo acustico. L’orecchio medio inoltre tramite la tuba di Eustachio è collegato anteriormente alla rinofaringe.
L’orecchio interno è costituito dal labirinto, struttura cava delimitata da osso denso(la capsula otica), distinto in labirinto anteriore (chiocciola) e labirinto posteriore(canali semicircolari), comunicanti fra di loro tramite il vestibolo.
Medialmente al labirinto si trova il condotto uditivo interno (CUI) in cui transitano i nervi cranici VII e VIII. Il nervo facciale (VII) dal fondo del CUI si dirige anteriormente e superiormente alla chiocciola (prima porzione del VII), da qui si dirige posteriormente transitando nella parete dell’orecchio medio (seconda porzione del VII) per poi decorrere verso il basso in sede intramastoidea (terza porzione del
VII).
La mastoide è costituita da una struttura ossea finemente concamerata e pneumatizzata, comunicante con l’orecchio medio, e, attraverso la tuba di Eustachio, con la rinofaringe.
Va inoltre ricordato che alla periferia della rocca decorrono due importanti strutture vascolari, la carotide nel canale carotideo e la giugulare nel foro lacero posteriore.
Quest’ultimo risulta distinto in una parte vascolare e in una parte nervosa, nella quale transitano i nervi cranici IX, X e XI.
Tutte queste strutture hanno un orientamento spaziale complesso. Schematicamente nella rocca possiamo riconoscere due direttrici fondamentali di studio, entrambe poste su un piano assiale: l’
asse principale (- 20° circa sull’orbito-meatale) che corrisponde al piano neuro-oculare; questo piano segue l’orientamento delle strutture
dell’orecchio interno; l’
asse aereo posto anch’esso su un piano assiale (- 40° circa sul piano neuro-oculare). L’asse aereo presenta la stessa direzione dell’asse principale e corrisponde all’orientamento delle strutture dell’orecchio medio.


Lesione che origina dalla suddivisione vestibolare dell'VIII Nervo Cranico, che causa precocemente sintomi a carico del nervo acustico. Qualora vi fosse la presenza di neurinomi dell'VIII bilateralmente è necessario prendere in considerazione la possibilità che il Paziente sia affetto da Neurofibromatosi di tipo II.
http://www.neronimassimiliano.com/pa...es/page6_1.jpg


Clinica
Sintomi:
stadio 1: acufeni, ipoacusia progressiva
stadio 2: peggioramento dell’ipoacusia\anacusia, intorpidimento del volto (deficit V NC), iniziale deficit del VII NC
stadio 3: aggravamento dei deficit del V e VII NC; compressione del tronco-encefalico con deficit anche del IX, X,XI NC; nistagmo;segni da compressione cerebellare (adiadococinesia,dismetria,atassia)
stadio 4: idrocefalo, emiparesi controlaterale; progressiva ipertensione endocranica (cefalea, vomito, papilla da stasi).


Diagnosi

http://www.neronimassimiliano.com/pa...es/page6_2.jpg
Per la diagnosi è fondamentale, oltre alla clinica, anche la radiologia: RM con m.d.c.; Tc delle rocche petrose che mostra un ampliamento del canale acustico interno ed assottigliamento osseo con irregolarità delle pareti della rocca petrosa.

Diagnosi Differenziale
Queste caratteristiche cliniche permettono di differenziarlo da altre patologie dell'angolo ponto-cerebellare, come ad esempio un meningioma antero-meatale, nel quale l'interessamento del trigemino come primo sintomo è più frequente.
E' importante anche differenziare tale lesione da altre lesioni vertiginose, come ad es. la S. di Meniere, che è dovuta ad idrope linfatica, con vertigini di tipo oggettivo, oltre agli acufeni e all'ipoacusia accessionale; o da patologie di natura otorinolaringoiatrica (labirintite,cupulolitiasi).
Altri tumori da cui va distinto il neurinoma dell'VIII sono i neurinomi del V (Nervo trigemino) e del VII (Nervo Faciale), da cui si differenzia poichè nel neurinoma dell'VIII si ha lo slargamento del meato acustico interno, che è invece assente nelle altre lesioni.

Terapia
Per quanto riguarda l'approccio terapeutico, sono importanti le dimensioni, cioè se si tratta di un tumore voluminoso con compressione del tronco encefalico, o addirittura iniziale idrocefalo, si procede con l'aspoortazione chirurgica.

http://www.neronimassimiliano.com/pa...es/page6_3.jpg
In caso invece di un tumore più piccolo e paucisintomatico o di riscontro occasionale, bisogna stabilirne l'evolutività con RM seriate. Infatti alcuni neurinomi tendono a non crescere, mentre altri mostrano un comportamento più aggressivo. Dunque se il tumore è piccolo (<3cm), paucisintomatico o di riscontro occasionale, un'alternativa all'approccio chirurgico può essere rappresentata dalla radioterapia sterotassica o dalla radiochirurgia. In alternativa si sottopone il Paziente ad un intervento neurochirurgico. L'approccio solitamente utilizzato per i neurinomi dell'acustico è retrosigmoideo in posizione prona o semiseduta " a libro": incisione della dura,
http://www.neronimassimiliano.com/pa...es/page6_4.jpg
spatolamento dell'emisfero cerebellare che viene spostato medialmente, esposizione della regione ponto-cerebellare ed individuazione delle strutture vascolo nervose. Particolare attenzione deve essere posta all'individuazione del VII Nervo Cranico, che può essere inglobato nel neurinoma. Approcci chirurgici alternativi comprendono la via sub-temporale o ancora la via trans-labirintica (da riservare ai Pazienti che hanno perso l'udito completamente dal lato del tumore).
Colesteatoma della Rocca

Considerazioni cliniche e chirurgiche.

Nella pratica clinica,quando un paziente si presenta con una ipoacusia neurosensoriale o mista e/o una paralisi del nervo facciale, il tutto associato o meno ad una massa retrotimpanica ed otorrea, la presenza di un colesteatoma della rocca petrosa deve essere considerata. In questi casi, il sospetto clinico pùo essere chiarito eseguendo una TAC ad alta risoluzione della rocca petrosa.
Il trattamento ideale del colesteatoma della rocca è la rimozione chirurgica . Questo a seconda della localizzazione ( vedi classificazione ) richiederà di volta in volta l’adozione di una tecnica adatta a rimuovere la patologia e a conservare ove possibile le strutture nobili presenti nella rocca petrosa.
La distruzione dell’udito residuo e un trattamento del nervo facciale ( Re-routing, interposizione di nervo surale ) possono essere necessari all’atto chirurgico per una exeresi totale della malattia. La radicalità deve essere ricercata altrimenti la recidiva è la regola.
Lo stato uditivo controlaterale deve essere sempre tenuto in considerazione nella programmazione chirurgica di un intervento.
La via della fossa cranica media associata o meno ad una via transmastoidea può essere adottata nei casi di piccoli colesteatomi sopralabirintici e quando la conservazione dell’udito è possibile. Nei casi di colesteatomi massivi con invasione dell’orecchio interno e con una paresi/paralisi del nervo facciale ed eventuale coinvolgimento durale o della carotide interna,a seconda dell’ estensione della patologia può essere utile,per una exeresi radicale, l’adozione di una via translabirintica allargata, una via transottica , una via infratemporale o una via transcocleare modificata. In queste vie viene eseguita la chiusura a cul di sacco del condotto uditivo esterno e l’obliterazione della cavità chirurgica con strisce di grasso addominale. Questi procedimenti offrono il vantaggio di ridurre i rischi di una otoliquorrea (perdita di liquido cerebro-spinale) nei casi di lacerazione durale, e permettono il controllo di strutture vitali come la carotide interna, la giugulare interna ed il nervo facciale. A volte un Re-routing del nervo facciale è necessario per una toilette accurata dei residui della matrice colesteatomatosa sul nervo. Nei casi di una interruzione del nervo una interposizione di nervo surale è possibile per garantire la continuità anatomica del nervo. In questi casi il recupero funzionale del nervo è sempre parziale. Inoltre la chiusura a cul di sacco del condotto uditivo esterno riduce i possibili rischi di una infezione e la necessità di eseguire continui toilette di cavità ampie e profonde.
La TAC associata alla risonanza magnetica saranno necessari per un controllo post-opratorio nei pazienti operati.
LEGENDA FIGURE COLESTEATOMA DELLA ROCCA


http://www.gruppootologico.it/new/Im...toma/Fig.1.jpg
Fig. 1
Fig. 1
Colesteatoma della rocca di tipo sopralabirintico. La TAC in coronale dimostra l’invasione labirintica dall’alto da parte della patologia. La paziente, operata molti anni prima di radicale mastoidea, presentava una paralisi del nervo facciale. Durante l’intervento di transcocleare la coclea è risultata essere invasa dalla patologia così come il nervo facciale a livello del ganglio genicolato.
http://www.gruppootologico.it/new/Im...toma/Fig.2.jpg
Fig. 2
Fig. 2
Lo stesso nervo è stato ricostruito utilizzando il nervo surale; la cavità chirurgica è stata obliterata con grasso addominale ed il condotto uditivo esterno è stato chiuso a cul di sacco
http://www.gruppootologico.it/new/Im...toma/Fig.3.jpg
Fig. 3
Fig. 3
Colesteatoma della rocca congenito infralabirintico-apicale. La paziente, una donna di 30 anni, presentava un’anacusia dalla nascita ed instabilità da un anno. Una massa biancastra è visibile dietro i quadranti posteriori della membrana timpanica.
http://www.gruppootologico.it/new/Im...toma/Fig.4.jpg
Fig. 4
La TAC nelle sezioni coronale (Fig. 4) ed assiale (Fig. 5) dimostra l’estensione apicale del colesteatoma. http://www.gruppootologico.it/new/Im...toma/Fig.5.jpg
Fig. 5
http://www.gruppootologico.it/new/Im...toma/Fig.6.jpg
Fig. 6
Fig. 6 : Questa immagine intraoperatoria dimostra la rimozione del colesteatoma mediante una via transonica. Il nervo facciale, integro viene lasciato a ponte nella cavità (Fig. 7). La TAC post-operatoria evidenzia l’obliterazione della cavità chirurgica con grasso addominale (Fig 8.) http://www.gruppootologico.it/new/Im...toma/Fig.7.jpg
Fig. 7
http://www.gruppootologico.it/new/Im...toma/Fig.8.jpg
Fig. 8
http://www.gruppootologico.it/new/Im...toma/Fig.9.jpg
Fig. 9
Fig. 9 : Colesteatoma della rocca di tipo massivo. Intraoperatoriamente (Fig 10) è stata riscontrata l’invasione del colesteatoma verso il condotto uditivo interno. Il nervo facciale, interrotto dalla patologia, è stato ricostruito utilizzando il nervo surale (Fig. 11).http://www.gruppootologico.it/new/Im...oma/Fig.10.jpg
Fig. 10
http://www.gruppootologico.it/new/Im...oma/Fig.11.jpg
Fig. 11
http://www.gruppootologico.it/new/Im...oma/Fig.12.jpg
Fig. 12
Fig. 12 : Colesteatoma della rocca di tipo massivo esteso allo sfenoide ed al rinofaringe. Questo paziente anziano presentava anacusia e paralisi del nervo facciale da molti anni. Durante l’intervento di transcocleare è stata riscontrata l’estensione del colesteatoma verso i nervi misti (Fig. 13). La TAC postoperatoria dimostra l’asportazione totale della patologia (Fig. 14).http://www.gruppootologico.it/new/Im...oma/Fig.13.jpg
Fig. 13
http://www.gruppootologico.it/new/Im...oma/Fig.14.jpg
Fig. 14
CONCLUSIONI

Non esiste una regola generale di trattamento che si adatta a tutti tipi di colesteatoma della rocca, il chirurgo a seconda dell’estensione della malattia, delle condizioni generali del paziente, dello stato uditivo nell’orecchio coinvolto ed in quello controlaterale , deve adattare la tecnica che più risponde al singolo caso
.



Se ciò fosse però ,in tutto questo tempo sarebbe venuto fuori il problema!!




visal
 

Dott tutto quello che mi ha elencato mi spaventa
Ma la domanda vien spontanea:
Sono passati 10 anni se fosse qualcosa del genere non sarebbe gia' da tempo esploso
Si possono avere neurinoma o altri prb latenti x 10 anni
Oppure una banale infiammazione dell'orecchio potrebbe provocare tutto cio' senza pensare sempre a guai grossi??

siravoduilio
 

E' lei che ha nominato le ROCCHE PETROSE!!
Io ho un paziente di 86 anni,che all'età di 33 anni per acufeni a sinistra ha fatto esami che hanno identificato un neurinoma dell'VIII che non è cresciuto di un millimetro in 53 anni!
Infatti ho richiesto di nuovo una TAC/RMN di controllo ed è rimasto realmente immobile rispetto ai controlli!!
Comunque lei non ha fatto che ripetere le mie ultime parole del post:
"Se ciò fosse però ,in tutto questo tempo sarebbe venuto fuori il problema!!"

visal
 

Citazione:
Originariamente Inviato da siravoduilio Visualizza Messaggio
E' lei che ha nominato le ROCCHE PETROSE!!
Io ho un paziente di 86 anni,che all'età di 33 anni per acufeni a sinistra ha fatto esami che hanno identificato un neurinoma dell'VIII che non è cresciuto di un millimetro in 53 anni!
Infatti ho richiesto di nuovo una TAC/RMN di controllo ed è rimasto realmente immobile rispetto ai controlli!!
Comunque lei non ha fatto che ripetere le mie ultime parole del post:
"Se ciò fosse però ,in tutto questo tempo sarebbe venuto fuori il problema!!"
Dott ma scusate la domanda
Ma quello che si puo' vedere in una TAC della rocca petrosa ossia il neurinoma lo si puo' vedere anche in una TAC normale???
Oppure bisogna proprio fare in specifico quel tratto del cranio??

siravoduilio
 

Di solito si fa una tac mirata

Dr. Antonio Pascotto
 

Citazione:
Originariamente Inviato da visal Visualizza Messaggio
Grazie a tutti voi x queste esaurienti spiegazioni. [...]

Poi se la pupilla restasse paralitica e io correggessi il tutto con opportuni lenti, mia moglie potrebbe avere un danno alla retina??
Visal,

Se la pupilla di Sua moglie restasse paralitica, lei dovrebbe solo difendersi dal sole con occhiali scuri. Per la retina, così, non correrebbe nessun rischio particolare.

Buona giornata!

__________________
Centro Oculistico Pascotto
Tel. 081 554 2792
siravoduilio
 

ESATTO!!!
UNICA PREVENZIONE E' QUELLA SUL MAGGIOR STIMOLO LUMINOSO ALLA RETINA!!
ULTRAVIOLETTI ED OCCHIO

visal
 

Citazione:
Originariamente Inviato da Pascotto Visualizza Messaggio
Visal,

Se la pupilla di Sua moglie restasse paralitica, lei dovrebbe solo difendersi dal sole con occhiali scuri. Per la retina, così, non correrebbe nessun rischio particolare.

Buona giornata!
Scusate la mia insistenza .
Ma allora dovrebbe portare sempre lenti scure??
E poi una pupilla paralitica puo' tornare a funzionare anche dopo mesi??
Adesso siamo a 1 mese e mezzo ed e' sempre bloccatq
Il 30 del mese faccio anche il test del campo visivo che me lo hanno consigliato e poi il mese prossimo lo studio elettrofisiologico che avrei dovuto fare la settimana prossima ma me lo hanno spostato
Per vedere proprio la causa di questa paralisi qual'è la scaletta di esami da eseguire???

siravoduilio
 

1)non è detto
2)si

visal
 

Citazione:
Originariamente Inviato da siravoduilio Visualizza Messaggio
1)non è detto
2)si
Non lo capita scusi
Che vuol dire
A che e' riferito il non e' detto e il si

siravoduilio
 

NON E' DETTO:"Ma allora dovrebbe portare sempre lenti scure??"
SI:"E poi una pupilla paralitica puo' tornare a funzionare anche dopo mesi??"

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Profilo del medico - Dr. Giacomo Sanfelici

Dr. Giacomo Sanfelici
Nome:
Giacomo Sanfelici
Comune:
Pietra Ligure
Provincia:
SV
Azienda:
Ambulatorio Medico Chirurgico Vìsus
Specializzazione:
Oftalmologia
Contatti/Profili social:
sito web
Domanda al medico
Dr. Sanfelici, l'intervento di cataratta è consigliato a qualunque età, sia che si tratti di un anziano o un giovane, oppure ci sono limitazioni e rischi?
   
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