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educazione : genitori figli

 

vorrei proporre alla discussione queste righe ,c he trovo attuali , anche se scritte nel lontano 1898 dalla Marchesa Colombi , che non so bene chi fosse, se non l'autrice di un librettino intitolato I ragazzi di una volta . Testo :
" Non so se i fortunati bambini curati, accarezzati col dolce sistema moderno che approvo riescano koralmante mogliori di quelli d'altre volte , avvezzi fin dai primi anni a sopportare delle piccole contrarietà .Non so neppure e illoro fisico si rinforzi nelle agiiatezze ..Ma quelloc he mi parrebbe naturale è che i bambini di adesso fossero più felici dei loro piccoli predecessori , trattati tanto più rozzamente e tenuti in soggezione ... Vedo sovente dei visini giovani improntati d'una gravità prematura ed alle volte di un 'ombra di malinconia c he m'impensierisce ....
I nuovi sistemi , che rendono tanto dispendiosa l'educazione dei figli , non permettono più o permettono di rado ai parenti di accumulare anno per anno dei piccoli risparmi ...per la vecchiaia
Eppure vi sono parenti che pel benessere dei figli accettano anche questa prospettiva orrenda , della povertà in età avanzata , dopo una lunga vita di lavoro .Questo è il colmo, è la sublimazione dell'abnegazione , è l'eroismo d ella paternità ! "
mi sembra un testo davvero ricco di stimoli , e lo propongo alla discussione . Yoga .

MIGLIOR COMMENTO
Dr. Guglielmo Rottigni
Non saprei dirle perché. Io cerco di rispondere quando vedo delle domande, o di intervenire se ci sono argomenti.

Ma se ci sono o meno argomentie domande, dipende dagli utenti, non da me.

Comunque, sono a sua disposizione. Posti e iniziamo a discutere.

Buona vita

Guglielmo
__________________
"Qual'è la definizione di "follia"? E' il ripetere continuamente la stessa azione, e aspettarsi un risultato diverso.
Se è così, tutti noi siamo folli".

Da: "Il denaro non dorme mai".

Dott. Guglielmo Rottigni
Psicologo
Ordine Psicologi Lombardia n° 10126
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Interessante discussione dottoressa.

Io sono abbastanza drastica in questo caso. Vengo da una famiglia modesta, lavoratrice ma di sani pincipi. Mio padre, che stimo moltissimo, ha sempre avuto un senso notevole della giustizia. Una volta, per punirmi di una mia malefatta, anziché vietarmi la Tv o roba simili, mi obbligò a donare tutti i miei risparmi nel salvadanaio ad un cieco che chiedeva sempre l'elemosina davanti casa..
Per quanto mi riguarda mia figlia ha tutto ciò che le serve per crescere felice. Ma non ha una playstations, non avrà un cellulare a 8 anni, non porta vestiti firmati e il giorno della sua maturità non riceverà una audi3 nuova di zecca.

Crescere un figlio non costa quello che la maggior parte delle persone vogliono far credere.
Non costa tanto economicamente se si sanno amministrare i soldi con saggezza.
Ma costa molto di più in quanto a tempo, dedizione, pazienza e dolcezza. Queste sono cose che non si possono comprare...

 

Renata, però anche quando andavo a scuola io c'erano ragazzi che avevano le Timberland, il Bomber firmato, il walkmann della Sony appena uscito.. La differenza stava nel fatto che io queste cose non le avevo automaticamente. Magari mi facevano un regalo a Natale.

Se mia figlia vorrà avere un cellulare considererò l'idea ma sempre a patto di aspettare un'età decente (non di certo a 7 anni).

Comunque io adesso sono molto idealista e posso farlo perché la bambina è piccola.. Non oso immaginare quando crescerà Peccato che i bambini non rimangano piccoli in eterno...

pippetto
 

il bimbo si educa da se` osservando l`esempio degli adulti .

ecco che l`agire , il senso delle nostre azioni ,la scelta di comportamenti risulta tantopiu` importante e fondante di milioni di ore perdute ad elargire consigli e spiegazioni

non capivo mio padre con la sigarr=etta tra le labbra che solertemente mi spiegava quanto il fumo fosse dannoso per i miei polmoncini da tredicenne ...e non capivo mia madre che voleva insegnarmi il rispetto per gli altri quando non tollerava un contraddittorio giusto a causa delle mie rimostranze su una qualche questione che non ritenevo fosse equa o giusta per me .

la fortuna della mia esistenza e` stata una saggezza precoce nonostante un carattere volitivo e ribelle che mi ha consentito di sopravvivere mentalmente all`ambiente spigoloso e ostile in cui ho dovuto traghettarmi dall`infanzia all`adolescenza ....e questo NONOSTANTE due genitori prodighi di buoni consigli , ottima educazione di base e convinti elargitori di precetti morali consoni ad una equilibrata gestione dell`irrequieto animo da imperbe riottoso ...

in pratica mi sono educato da solo ed ho assorbito cosi` tanta forza dalle mie convinzioni ..trovate chissa` dove ma rivelatesi poi alla luce delle decadi trascorse ottima base su cui poggiare i miei piedini scalpitanti .

come intendo educare mio figlio in futuro ? agendo per il bene che posso e con uno sguardo gettato li` ..tanto per vedere se per caso mi stia guardando .

Damia
 

Citazione:
Citazione: Messaggio inserito da Laura76

Interessante discussione dottoressa.

Io sono abbastanza drastica in questo caso. Vengo da una famiglia modesta, lavoratrice ma di sani pincipi. Mio padre, che stimo moltissimo, ha sempre avuto un senso notevole della giustizia. Una volta, per punirmi di una mia malefatta, anziché vietarmi la Tv o roba simili, mi obbligò a donare tutti i miei risparmi nel salvadanaio ad un cieco che chiedeva sempre l'elemosina davanti casa..
Per quanto mi riguarda mia figlia ha tutto ciò che le serve per crescere felice. Ma non ha una playstations, non avrà un cellulare a 8 anni, non porta vestiti firmati e il giorno della sua maturità non riceverà una audi3 nuova di zecca.

Crescere un figlio non costa quello che la maggior parte delle persone vogliono far credere.
Non costa tanto economicamente se si sanno amministrare i soldi con saggezza.
Ma costa molto di più in quanto a tempo, dedizione, pazienza e dolcezza. Queste sono cose che non si possono comprare...
Lauretta (permettimelo) cominci ad essere il mio mito

Insomma comincio a sentire i discorsi degli amici (siamo coetanee) e si parla di figli in futuro (io per alcuni motivi e altri...per altri)
e sento discorsi del tipo:
eh ma se fai un figlio poi devi dargli una vita decorosa.

In sè sono perfettamente d'accordo.
Ma non sono d'accordo su quello che alcuni intendono come decorosa.
Perchè vuol dire (parole loro eh...non mie)
Eh...sai i giocattoli, e poi le ferie in giro per il mondo, e il motorino a 14 anni, la macchina a 18 e poi se ne fai due, devi cambiare casa perchè insomma devono avere una camera per uno...

Ora...se me lo potrò permettere senza massacrarmi, e se se lo meritano (e cmq senza eccessi...penso che abituarli ad avere tutto anche se te lo puoi permettere economicamente, è un male) lo farò..
Ma non credo che un figlio si senta meno amato se non ha il motorino a 14 anni o se deve condividere la camera col fratello.
Non è il tipo di ragionamento che farò quando deciderò di avere un figlio...

 

Damia grazie, la stima è reciproca

Se i tuoi ideali sono questi adesso sarà difficile che cambino. Non credere a chi ti dice: "parli perché non ne hai di figli". Io la pensavo così anche prima e ora non ho cambiato di certo idea.

 

Mi meraviglia come le parole della marchesa Colombi ,scritte nel lontano 1896 , risultino ancora di un'attualità sorprendente e portino a riflettere sull'eterno dubbio di come educare i propri figli.Meglio il permissivismo,la tolleranza,l'accondiscendenza o la fermezza e la severità dei no e il rigore delle regole? Sembrerebbe facile dare un a risposta , perchè si capisce che l'equilibrio sta nel mezzo di entrambe le cose, sta nella capacitaà di agire con autorevolezza e non con autorità .Eppure ,puntualmente, ogni generazione di genitori entra in crisi di fronte al come educare i propri figli e questo succede anche oggi e forse più di ieri .Le cause sono molteplici, ma a fare le spese sono i bambini ed i ragazzi che ,nonostante abbiano di tutto e di più (giochi elettronici in quantità, telefonini di ultima generazione, super biciclette, gurdaroba super forniti ...)sono sempre più fragili ed indifesi.Si presentano già in tenera età con tic nervosi, enuresi notturna , ansia da prestazione ,difficoltà a gestire i rapporti interpersonali (sia con l'adulto ,che con i compagni), in più sono in notevole aumento i disturbi di attenzione e concentrazione .Il quadro non è certo incoraggiante ,spesso siamo di fronte a famiglie piene di sensi di colpa ,che cercano di arginare le carenze affettive e la mancanza di tempo ,da dedicare ai propri figli, con atteggiamenti iperprotettivi ,sempre pronti a comperare e a soddisfare tutte le richieste , anche a costo di enormi sacrifici.Hanno paura di dire no, di imporre una regola risultando così oggetto di continue richieste da parte dei figli. Spesso l'adulto è manipolato dal bambino,che sa perfettamente come, quando e a chi chiedere per ottenere quel che vuole . Molto spesso dietro ai capricci e alle ribellioni dei nostri fegli esiste una semplice richiesta , quella delle regole e dei no.

 

credo che la regola fondamentale sia il saper comunicare.
se c'è dialogo non hai bisogno di dire no,basta una spiegazione.
i bambini sono molto più intelligenti e svegli adesso perchè hanno molti più stimoli rispetto a quelli che avevamo noi,bisogna insegnar loro a rendere positivi gli strumenti tecnologici che loro hanno,equilibrando l'uso.
questo può avvenire solo con appunto un dialogo profondo e un controllo costante

Rhode
 

Neve ,hai detto la parola chiave "saper comunicare".Credo che e questa l'asse intorno a cui gira tutto nel rapporto figli-genitori-societa.Saper dire al figlio il No o il Si,saperlo dire in tempo e in modo giusto,cosi che lui capisca in modo cosciente senza traumi il perche il "no" o il "si" e secondo me un'arte .
Poi cosa molto importante,saper comunicare i sentimenti verso il figlio e una cosa inestimabile.

Druuna
 

concordo con le cose dette soprattutto da Laura e anche da pippetto (anche mia madre mi diceva di non fumare con la sigaretta accesa...) e non ringrazierò mai abbastanza Laura per frasi come:

"Se i tuoi ideali sono questi adesso sarà difficile che cambino. Non credere a chi ti dice: "parli perché non ne hai di figli". Io la pensavo così anche prima e ora non ho cambiato di certo idea."

Per renata, immagino che oggi sia più difficile dire di no ai desideri "assurdi" dei figli, perchè loro sono nati ora e non hanno gli stessi nostri parametri riguardo a cosa sia non necessario.
Però io credo che sia possibile far capire a un figlio quando certe cose non servono, perchè con me questo è riuscito. non me ne fregava nulla di avere le Timberland o la moto per sentirmi al pari degli altri.

Il cellulare "per la sicurezza del genitore" è una scusa, perchè quando tuo figlio è a scuola sai dov'è e il cellulare non ti serve a nulla, mentre quando è in giro, il cellulare non garantisce contro NIENTE di ciò che potrebbe succedergli, ma in più rende tuo figlio insicuro e attaccato a una specie di guinzaglio elettronico e te apprensiva.
Credo che il cellulare crei dei rapporti falsati e penso che non lo comprerei mai a mio figlio finchè non se lo voglia comprare da solo essendo abbastanza grande per fare un lavoretto e pagarselo da solo.

Druuna
 

allora infondo non gli serve il cellulare...

 

Renata rifletti: tu a che età hai comprato il 1° telefonino? Come facevamo una volta? Si andava dall'amichetto e si telefonava "mamma posso restare a casa di xxxx" Oppure si telefonava direttamente alla mamma di xxx, che era ancora meglio.

Sul resto sono d'accordo con quello che scrivi

 

Citazione:
Citazione: Messaggio inserito da Druuna
e non ringrazierò mai abbastanza Laura per frasi come:

"Se i tuoi ideali sono questi adesso sarà difficile che cambino. Non credere a chi ti dice: "parli perché non ne hai di figli". Io la pensavo così anche prima e ora non ho cambiato di certo idea."
Prego Druuna. Sono solo frasi fatte da chi è troppo ottuso per riconoscere i propri errori educativi e allora si trincera dietro queste scuse.

 

Questa mattina non ho avuto tempo per continuare il discorso , ma lo avete fatto voi aggiungendo l'importanza del dialogo e l'importanza di motivare con i nostri figli le scelte che si fanno.
E' la linea educativa che più mi piace e che più si avvicina alla mia natura e che uso anche in classe : quella del dialogo , della riflessione e autoriflessione evitando punizioni su punizioni.
Quello che intendevo dire è che comunque la responsabilità dell'educazione è dell'adulto ,il quale ha il compito di dare sicurezza e fiducia al bambino .
Mi scuso per il breve intervento, ma non ho più tempo neppure ora .
Un caro saluto a tutti

Damia
 

Citazione:
Citazione: Messaggio inserito da danielar.
Quello che intendevo dire è che comunque la responsabilità dell'educazione è dell'adulto ,il quale ha il compito di dare sicurezza e fiducia al bambino .
E insegnarli anche i limiti, quelli che esistono e quelli che può superare e quelli invece che non sono superabili.
Insegnargli che non si può avere tutto, ma che si può lottare per avere tutto...(contorta eh? )

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