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bambino intollerante..

katty
 

salve a tutti dunque non saprei nemmeno come definire qst bimbo che è a scuola dove lavoro..in pratica ha 4 anni ed è difficile da gestire. non è solo molto irrequieto ma è impossibile da educare! è intollerante a qualsiasi tipo di richiamo o rimprovero..è lì che urla come un matto e si agita tantissimo! addirittura picchia la maestra e butta x aria tutto quello che ha davanti...sedie, banchetti o altri bimbi! insomma non c'è modo di fermarlo essendo pure fisicam abbastanza energico e grosso! non sappiamo come fare! vorremo aiutarlo...dopo la "crisi" si abbatte e dopo un po'si riattiva..ma x stare tranquillo vuole sempre qualcosa in cambio..e decide lui cosa...altrim è lì che ricomincia! abbiamo provato a parlarne con la mamma ma sembra che non voglia accettare che il figlio ha bisogno di un aiuto e non è "normale"qst suo atteggiamento! voi che mi consigliate? mi dispiace non solo x lui ma anke x gli altri bambini che sono costretti a sopportare le sue crisi!

MIGLIOR COMMENTO
Dr. Guglielmo Rottigni
Una richiesta sensata, la tua, katty...

Pur se non posso né fare diagnosi, né fare consulenza qui, qualche suggerimento mi pare di poterlo dare.

Partirei da quella paura dei tuoni. Voi che lo conoscete bene e lo vedete ogni giorno, potreste iniziare a verificare se ha paura solo dei tuoni o anche di ogni rumore forte (una porta che sbatte, una moto, una voce alta...).

A mio parere, si potrebbe ipotizzare la presenza di un disturbo della regolazione, forse dovuto anche ad un'eccessiva sensibilità ai suoni. Può essere che per questo bambino, a differenza di quel che accade ad altri, i suoni forti mettano in crisi la sua capacità di regolare il suo comportamento. Nel qual caso, probabilmente, inizia a "far casino" quando il livello sonoro nella classe si alza al di sopra di un certo limite.
Per giunta, se la reazione degli insegnanti è di alzare la voce (come è normale avvenga quando un bambino non risponde alle richieste), la sua confusione peggiora e la sua capacità di gestire le emozioni sparisce quasi del tutto.

Provate, innanzitutto, ad osservarlo bene e a verificare se (a vostro parere) presenta iper o iposensibilità in uno o più canali sensoriali (visivo, auditivo e cinestetico).

In ogni caso, quando inizia a comportarsi in modo scoordinato, provate a prenderlo dolcemente e a parlargli utilizzando un tono di voce piuttosto monotono e a volume basso. Abbassate il volume e rendete meno "emotivo" possibile il tono di voce. Se alza di più la sua, abbassate la vostra. Se si agita, rimanete fermi, ostacolate il movimento, ma senza impedirlo.
Questo gli consentirà di rendersi conto che esistono limiti, ma che quei limiti non sono impedimenti, bensì aiuti per la sua crescita. L'abbassare il livello sonoro potrebbe contribuire a migliorare la sua capacità di gestire l'espressione emotiva.

Una volta che si sia calmato (e solo quando è calmo e attento), provate a interrogarlo su cosa prova prima di diventare agitato. Quali sono le sue sensazioni corporee, quali sono le corrispondenti emozioni. Vi dirà lui stesso di cosa ha bisogno per sentirsi come gli altri bambini.

Se lo trovate nella biblioteca della vostra città, potete dare un'occhiata ai primi capitoli de "L'intelligenza del cuore", di Stanley Greenspan, Mondadori Editore.

Un'ultima cosa. Non approvo il modo di pokemon di intervenire su questo argomento. Fare ipotesi non è vietato, ma affermare perentoriamente che le cose sono andate così o cosò o che il comportamento del bimbo dipende da questo o quello non è fare ipotesi, è guardare nella sfera di cristallo, nela migliore delle ipotesi. Nella peggiore è abuso della professione.

E da dove ti salti fuori l'idea che sia un "candidato alla delinquenza" non lo so proprio...

Buona vita

Guglielmo


Dott. Guglielmo Rottigni
Psicologo
Ordine Psicologi Lombardia n° 10126
__________________
"Qual'è la definizione di "follia"? E' il ripetere continuamente la stessa azione, e aspettarsi un risultato diverso.
Se è così, tutti noi siamo folli".

Da: "Il denaro non dorme mai".

Dott. Guglielmo Rottigni
Psicologo
Ordine Psicologi Lombardia n° 10126
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Citazione:
Citazione: Messaggio inserito da katty

salve a tutti dunque non saprei nemmeno come definire qst bimbo che è a scuola dove lavoro..in pratica ha 4 anni ed è difficile da gestire. non è solo molto irrequieto ma è impossibile da educare! è intollerante a qualsiasi tipo di richiamo o rimprovero..è lì che urla come un matto e si agita tantissimo! addirittura picchia la maestra e butta x aria tutto quello che ha davanti...sedie, banchetti o altri bimbi! insomma non c'è modo di fermarlo essendo pure fisicam abbastanza energico e grosso! non sappiamo come fare! vorremo aiutarlo...dopo la "crisi" si abbatte e dopo un po'si riattiva..ma x stare tranquillo vuole sempre qualcosa in cambio..e decide lui cosa...altrim è lì che ricomincia! abbiamo provato a parlarne con la mamma ma sembra che non voglia accettare che il figlio ha bisogno di un aiuto e non è "normale"qst suo atteggiamento! voi che mi consigliate? mi dispiace non solo x lui ma anke x gli altri bambini che sono costretti a sopportare le sue crisi!
simpaticissimo questo bimbola colpa non è mai dei bimbi,ma dei
genitori.non fatelo sentire "diverso",cercate di rassicurarlo.

katty
 

no figurati! la penso anke io così...xò tanto simpatico qst bimbo non è quando si agita in quel modo! a me fa strano vederlo...mi dispiace e ti assicuro che siamo lì a parlargli dolcemente...noi facciamo di tutto x farlo sentire come tutti gli altri, anke xkè non è che ha un handicap! come tutti dovrebbe rispett quelle piccole regole di una classe materna..ma anke fondamentali come non dire parolacce e non essere aggressivi con gli altri..ma è lui che si vuole a tutti i costi distinguere ! è come se avesse l'esigenza di evadere e sfuggire a qualsiasi tipo di "imposizione" di una maestra...tipo è:è ora di merenda, ecc... come aiutarlo?

 

Citazione:
Citazione: Messaggio inserito da katty

no figurati! la penso anke io così...xò tanto simpatico qst bimbo non è quando si agita in quel modo! a me fa strano vederlo...mi dispiace e ti assicuro che siamo lì a parlargli dolcemente...noi facciamo di tutto x farlo sentire come tutti gli altri, anke xkè non è che ha un handicap! come tutti dovrebbe rispett quelle piccole regole di una classe materna..ma anke fondamentali come non dire parolacce e non essere aggressivi con gli altri..ma è lui che si vuole a tutti i costi distinguere ! è come se avesse l'esigenza di evadere e sfuggire a qualsiasi tipo di "imposizione" di una maestra...tipo è:è ora di merenda, ecc... come aiutarlo?
le parolacce e l'aggressività non l'ha imparati da solo.da quanto tempo frequenta la classe materna?forse ci vorrà un pò di tempo,poi
si abituerà.la maestra non dovrebbe sostituire la madre,ma un pò di
umanità non ha mai fatto del male a nessuno.

katty
 

umanità? e cosa ti fa pensare che non ce ne sia da parte nostra? il fatto stesso che ci preoccupiamo...e vogliamo aiutarlo penso sia già qualcosa di buono x lui...non lo vogliamo abbandonare alle sue crisi e vorremo capire...siamo una scuola di ispirazione cattolica e non parlare come se conoscessi fatti e persone! chiedevo come si potrebbe aiutare qst bambino ovviam su grosse linee...riguardo al fatto che la maestra non devo sostituire la mamma...bè sappiamo che sono 2 ruoli diversi...ma ciò non toglie che l'educazione e l'amore verso gli altri siano principi fondamentali da trasmettere dalla tenera età! inn ogni caso sono 3 anni che frequenta qst scuola e la classe..e nonn è stato mai facile con lui...ma ora che è un po'piu "grande" sembra che le sue reazioni siano troppo esasperate...ripeto chiedo un consiglio..no una critica..grazie comunque!

sahel
 

evidentemente questo bambino ha dei problemi di comunicazione, e cio' e' confermato dal fatto che la mamma "nega" l'esistenza di un problema, quindi non vuole comunicare al riguardo.

la pedagogia qui da me direbbe,al momento della crisi, di chiuderlo da solo in una stanza, casomai prendendolo di peso, ma senza parlargli. potra' uscire quando avra' decio di parlare la lingua comune, cioe' adottare regole civili.

vedrai che dopo qualche tempo, o lui o la mamma si sbloccano...

pero' penso che dobbiate intervenire subito, prima che si crei uno statu quo, un braccio di ferro difficilmente recuperabile, con conseguente perdita di credibilita' del vostro ruolo educativo.



katty
 

grazie sahel! certo è un metodo un po'"duro"...se solo la mamma si decidesse a parlarne con noi! potremo insieme aiutare il bambino...magari affidandoci a degli esperti! ma lei niente!!! non accetta proprio..gli fa il cossidetto lavaggio del cervello al piccolo che poi scoppia a scuola...cmq tante grazie shael!

 

Citazione:
Citazione: Messaggio inserito da katty

umanità? e cosa ti fa pensare che non ce ne sia da parte nostra? il fatto stesso che ci preoccupiamo...e vogliamo aiutarlo penso sia già qualcosa di buono x lui...non lo vogliamo abbandonare alle sue crisi e vorremo capire...siamo una scuola di ispirazione cattolica e non parlare come se conoscessi fatti e persone! chiedevo come si potrebbe aiutare qst bambino ovviam su grosse linee...riguardo al fatto che la maestra non devo sostituire la mamma...bè sappiamo che sono 2 ruoli diversi...ma ciò non toglie che l'educazione e l'amore verso gli altri siano principi fondamentali da trasmettere dalla tenera età! inn ogni caso sono 3 anni che frequenta qst scuola e la classe..e nonn è stato mai facile con lui...ma ora che è un po'piu "grande" sembra che le sue reazioni siano troppo esasperate...ripeto chiedo un consiglio..no una critica..grazie comunque!
calmati!hai frainteso,non era una critica personale,parlavo in generale.non conosco le maestre della scuola,non potrei permettermi
di criticare.anche se la scuola non era di ispirazione cattolica,non
cambiava nulla.

 

Citazione:
Citazione: Messaggio inserito da sahel

evidentemente questo bambino ha dei problemi di comunicazione, e cio' e' confermato dal fatto che la mamma "nega" l'esistenza di un problema, quindi non vuole comunicare al riguardo.

la pedagogia qui da me direbbe,al momento della crisi, di chiuderlo da solo in una stanza, casomai prendendolo di peso, ma senza parlargli. potra' uscire quando avra' decio di parlare la lingua comune, cioe' adottare regole civili.

vedrai che dopo qualche tempo, o lui o la mamma si sbloccano...

pero' penso che dobbiate intervenire subito, prima che si crei uno statu quo, un braccio di ferro difficilmente recuperabile, con conseguente perdita di credibilita' del vostro ruolo educativo.



chiuderlo da solo in una stanza?stai scherzando?

Koralline
 

Ciao Katty, capisco la tua preoccupazione per questo bambino ma purtroppo se i genitori non vogliono collaborare sarà molto dura.....purtroppo i castighi al giorno d'oggi non si possono a adottare ( in collaborazione con i genitori però si ), secondo me ha bisogno davvero di un aiuto esterno, uno psicologo dell'infanzia, pero' ripeto se la mamma non e' d'accordo ad aiutarvi si salvi chi puo'

katty
 

infatti koralline! non sappiamo proprio come fare! la mamma stesso lo punisce ogni qual volta le diciamo che è stato un tantino nervoso a scuola..e il risultato??? il gg dopo ancora piu nervoso!!! noi vorremo solo sapere come comportarci...sai ha delle paure in particolare x es ha timore dei maschi adulti...quando vede un estraneo adulto maschio si intemorisce...ha paura dei rumori forti, dei tuoni...tutti i bimbi temono i tuoni x il forte rumore ma non ne sono spaventati come lui!!! spalanca gli occhi e si nasconde!! insomma se volessi elencare tutte le sue caratteristiche vi rendereste conto di quanto aiuto ha bisogno qst bimbo che tra l'altro è molto sensibile e ogni qual volta è aggressivo nei confronti di un compagno dopo un po' "x frasi perdonare" lo invita a giocare con lui...xò sempre con le sue condizioni! x la punizione che mi ha suggerito sahel non sono d'accordo ...non riuscirei mai ad attuarla! mi fa già troppo male vederlo così...magari attendo risp di qualke esperto che ci può consigliare...tante grazi

pokemon
 

A me sembra che questo bambino sia cosi' per indole ereditaria.

Probabilmente uno dei suoi genitori e' cosi'[forse proprio la mamma, da come la descrivi].

Un bambino ribelle.

Il fatto poi che debba interagire proprio con una mamma reattiva come lui, non fa altro che esasperare la questione.

L'unico modo utile per cercare di modificare la situazione [ammesso che sia ancora possibile farlo] e' quella di dare carezze quando fa quelcosa di buono, ed ignoralo quando fa le sue bizze.

Credo sia il solo metodo educativo possibile.
Il metodo punitivo, non fara altro che rinforzare le dicisioni gia' prese:- Se faccio casino mi guardano. Se faccio il buono no.-

Puo' essere che abbia anche l'aggravante di avere un fratellino piu piccolo.
Se cosi fosse il suo atteggiamento diventa ovvio.E' anche geloso.

Premiate percio' i suoi gesti gentili. Ignorate le sue provocazioni. Come se non esitesse.

Per lui e' la punizione piu' grande, perche' ha un biosogno esasperato di carezze, e ogni suo atto e rivolto a questo.

E a lui non importa se le carezze sono negativo [cioe' sgridate, punizioni, scappellotti, sgurdi di disapprovazione o altro].
A lui importa soltanto che ci si occupi di lui.

E se questo metodo che ha escogitato gli da soddifazione, anche se negativa, non cambiera piu'. Anzi, intensifichera sempre piu' il suo modo di fare.

E' un candidato alla delinquenza.

PS Ma in un asilo non dovrebbe esserci personale pedagogicamente preparato a questi casi?

tikaek
 

Io chiederei di parlare col padre, senza dire che il bambino ha problemi. Dalle tue parole mi viene quasi da pensare che sia il padre l'unico in grado a metterlo in riga, che urla (paura dei tuoni, dei rumori forti) e magari è proprio questa la figura che gli manca. Quanto tempo passa il padre con lui? Gioca con lui? Gli insegna delle piccole cose? Sono domande a cui sarebbe bello avere una risposta.
Come: il padre e la madre sono d'accordo nel tipo di educazione da dare al bambino? litigano davanti a lui?
Fagli fare dei disegni. Chiedigli di disegnare la sua famiglia e guarda le proporzioni di importanza dei personaggi. Fagli disegnare una cosa che gli piace fare col papà, cosa gli piace fare con la mamma, una cosa che fanno tutti insieme. Poi prova a parlare con lui dei disegni, dicendogli che sono belli e prova ad approfondire. Nelle piccole cose che ti dirà potrai trovare molte risposte.

La punizione eventualmente dovrebbe esserci, magari basta che lui stia seduto per 5 minuti, ma importante è un segno che quella che cosa che ha fatto è sbagliata. Ma prima proverei con i disegni.

 

Citazione:
Citazione: Messaggio inserito da pokemon

A me sembra che questo bambino sia cosi' per indole ereditaria.

Probabilmente uno dei suoi genitori e' cosi'[forse proprio la mamma, da come la descrivi].

Un bambino ribelle.

Il fatto poi che debba interagire proprio con una mamma reattiva come lui, non fa altro che esasperare la questione.

L'unico modo utile per cercare di modificare la situazione [ammesso che sia ancora possibile farlo] e' quella di dare carezze quando fa quelcosa di buono, ed ignoralo quando fa le sue bizze.

Credo sia il solo metodo educativo possibile.
Il metodo punitivo, non fara altro che rinforzare le dicisioni gia' prese:- Se faccio casino mi guardano. Se faccio il buono no.-

Puo' essere che abbia anche l'aggravante di avere un fratellino piu piccolo.
Se cosi fosse il suo atteggiamento diventa ovvio.E' anche geloso.

Premiate percio' i suoi gesti gentili. Ignorate le sue provocazioni. Come se non esitesse.

Per lui e' la punizione piu' grande, perche' ha un biosogno esasperato di carezze, e ogni suo atto e rivolto a questo.

E a lui non importa se le carezze sono negativo [cioe' sgridate, punizioni, scappellotti, sgurdi di disapprovazione o altro].
A lui importa soltanto che ci si occupi di lui.

E se questo metodo che ha escogitato gli da soddifazione, anche se negativa, non cambiera piu'. Anzi, intensifichera sempre piu' il suo modo di fare.

E' un candidato alla delinquenza.

PS Ma in un asilo non dovrebbe esserci personale pedagogicamente preparato a questi casi?
"premiate i suoi gesti gentili,ignorate le sue provocazioni come
se non esistesse"per la prima volta sono daccordo con te(l'obbietti-
vità è una grande virtù).le provocazioni del bimbo sono una richiesta d'amore.

sahel
 



vedo che il mio messaggio e' stato frainteso.
Che la pedagogia scandinava preveda l'isolamento, e' correlato al fatto (assodato) che il bambino come l'adulto hanno bisogno di contatto sociale,togliendo il quale (senza condanna) si crea una necessita', e col tempo si capisce che il linguaggio usato (aggressivita') era sbagliato e si cerchera' un linguaggio comune.

Premesso che non ho detto che questo mi trovi d'accordo, credo pero' che la condanna sociale vada usata fin da piccoli come misura del comportamento.

E credo anche che certo buonismo non faccia bene a nessuno.

Inoltre credo che la maggior parte dei buonisti non abbia figli, o sia maschio

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