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ragade maledetta

Rosaria1987
 

Buonasera,
sono una ragazza di 30 anni e da 1 mesetto circa soffro di una ragade anale che mi è stata diagnosticata dal mio proctologo.

Quest'ultimo mi ha dato una cura farmacologica di 2 mesi, oltre che una dieta da seguire a base di fibre e 2 litri di acqua al giorno, che prevede:
- 2 applicazioni al giorno di pomata antrolin x 60 gg;
- lavaggi con anestin soluzione x 60gg;
- 2 compresse di xantonet 1 ora dopo cena x 60 gg;
- 2 bustine al giorno di flebinec plus x 20 gg.

Sono arrivata ad 1 mese di cura e i miglioramenti ci sono stati:
- non ho più sangue dopo le varie evacuazioni;
- non avverto più i dolori insopportabili che avevo durante le varie evacuazioni;
- riesco a mettere la pomata senza avvertire gli stessi dolori che avevo prima (prima non potevo neanche toccare perchè mi faceva troppo male).

Ma alcune cose persistono:
- non riesco a stare seduta per diverse ore dopo essere andata in bagno;
- avverto dei bruciori e dolorini sempre per diverse ore dopo essere andata in bagno che a volte sono davvero insopportabili.

Con la cura che sto facendo vado praticamente in bagno regolare 1 volta al giorno, per cui i fastidi nello stare seduta ci sono ogni giorno.

Volevo sapere da qualche medico che sta leggendo:
1) la cura che sto facendo è corretta? E' normale che ancora non riesco a guarire completamente e soprattutto a stare seduta per diverse ore dopo essere andata in bagno (anche perchè sto avendo dei problemi a lavoro a causa di ciò)?
2) Considerati i miglioramenti che sto avendo solo a metà cura, è possibile che ci sia bisogno di un intervento chirurgico?

Vorrei anche aggiungere che da fine luglio (quindi già da prima della ragade) ho una piccola emorroide esterna che non vuole rientrare. E' possibile che sia la marisca o nodulo sentinella (ho letto di questa cosa su internet e mi chiedevo se potesse esserlo) o il fatto che c'è da prima della ragade significa che non può essere?

Grazie in anticipo

MIGLIOR COMMENTO
Dott. Giuseppe D'Oriano
Gentile Rosaria1987
Non commentiamo le terapie prescritte dai colleghi.
Solo con una visita è possibile dirle se è iniziato ed a che punto è il processo di guarigione.
Probabilmente è una marisca, ma anche questo non può essere chiarito a distanza.
Le consiglio una visita di controllo con chi l'ha in cura.
Cordiali saluti.
__________________
Dott. Giuseppe D'Oriano. Telf.3356604112 E-mail doriano1955@libero.it
Docente Scuola Speciale ACOI di Coloproctologia. Chirurgo Coloproctologo A.S.L.NA1 PO. S.M.d.P.Incurabili.Napoli
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Rosaria1987
 

Dott Doriano,
La ringrazio per la risposta. A breve mi sottoporró ad un`altra visita per capire meglio a che punto è il mio processo di guarigione. Nonostante i miei miglioramenti mi sento un pò demoralizzata considerato che ho letto un po' dappertutto che la ragade diventa cronica dopo i primi 40 giorni e considerato che ancora ho dolori durante l'evacuazione (seppur decisamente minori e senza sangue rispetto a prima) e dopo non riesco a star seduta per ore.

Vorrei farle ancora 3 domande, se non la disturbo:

1) Dunque solo con una vista manuale (senza strumenti ed esami) il medico può capire a che stadio è arrivata la mia ragade (acuta o cronica) e capire se ho ancora bisogno di farmaci o se è il caso di operare?

2) L'emorroide esterna che ho da luglio potrebbe quindi essere una marisca nonostante ce l`abbia da 2 mesi prima della ragade?

3) È possibile durante lo stesso intervento chirurgico per togliere la ragade, togliere pure la marisca ed eventuali altre emorroidi?

Mi scusi per tutte le domande che le ho fatto, ma spero possa capire che non è per niente un bel periodo per me e cerco di trovare delle risposte per sentirmi meglio.

Grazie ancora dottore.

Dott. Giuseppe D'Oriano
 

Citazione:
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Dott Doriano,
La ringrazio per la risposta. A breve mi sottoporró ad un`altra visita per capire meglio a che punto è il mio processo di guarigione. Nonostante i miei miglioramenti mi sento un pò demoralizzata considerato che ho letto un po' dappertutto che la ragade diventa cronica dopo i primi 40 giorni e considerato che ancora ho dolori durante l'evacuazione (seppur decisamente minori e senza sangue rispetto a prima) e dopo non riesco a star seduta per ore.

Vorrei farle ancora 3 domande, se non la disturbo:

1) Dunque solo con una vista manuale (senza strumenti ed esami) il medico può capire a che stadio è arrivata la mia ragade (acuta o cronica) e capire se ho ancora bisogno di farmaci o se è il caso di operare?

2) L'emorroide esterna che ho da luglio potrebbe quindi essere una marisca nonostante ce l`abbia da 2 mesi prima della ragade?

3) È possibile durante lo stesso intervento chirurgico per togliere la ragade, togliere pure la marisca ed eventuali altre emorroidi?

Mi scusi per tutte le domande che le ho fatto, ma spero possa capire che non è per niente un bel periodo per me e cerco di trovare delle risposte per sentirmi meglio.

Grazie ancora dottore.
1)Non di visita manuale , ma con una ispezione e solo se necessario con un anoscopio.

2)Potrebbe.

3)Certo!

Prego.

__________________
Dott. Giuseppe D'Oriano. Telf.3356604112 E-mail doriano1955@libero.it
Docente Scuola Speciale ACOI di Coloproctologia. Chirurgo Coloproctologo A.S.L.NA1 PO. S.M.d.P.Incurabili.Napoli
Rosaria1987
 

Dottore grazie ancora per le risposte.

Adesso spero solo che la visita vada bene e di continuare a migliorare con o senza intervento.

Saluti

Rosaria1987
 

Dott Doriano,
mi scusi se la disturbo ancora ma vorrei avere ancora un chiarimento.

Qualche giorno prima di iniziare ad avere disturbi con la ragade, ho fatto, sotto consiglio del medico, una defecografia che ha riscontrato la presenza di rettocele. Il mio medico ha detto che lui non intende operare una ragazza di 30 anni di rettocele (considerato anche che la ginecologa non ha riscontrato nessun tipo di problema e anche io non ho mai avuto problemi prima di questa ragade). Mi chiedevo:

1) qualora si dovesse intervenire per togliere la ragade, si dovrebbe anche intervenire sul rettocele o i due interventi non sono collegati?

2) qualora si dovesse intervenire anche sulle emorroidi (principalmente la marisca), si dovrebbe intervenire anche sul rettocele?

3) la defecografia rileva la presenza o meno di ipertono o è necessaria la manometria?

4) condivide la scelta di non intervenire sul rettocele su una ragazza di 30 anni che non ha mai avuto gravidanze o disturbi (a parte emorroidi non sanguinanti che non mi hanno mai dato problemi)?

La ringrazio ancora.

Dott. Giuseppe D'Oriano
 

Citazione:
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Dott Doriano,
mi scusi se la disturbo ancora ma vorrei avere ancora un chiarimento.

Qualche giorno prima di iniziare ad avere disturbi con la ragade, ho fatto, sotto consiglio del medico, una defecografia che ha riscontrato la presenza di rettocele. Il mio medico ha detto che lui non intende operare una ragazza di 30 anni di rettocele (considerato anche che la ginecologa non ha riscontrato nessun tipo di problema e anche io non ho mai avuto problemi prima di questa ragade). Mi chiedevo:

1) qualora si dovesse intervenire per togliere la ragade, si dovrebbe anche intervenire sul rettocele o i due interventi non sono collegati?

2) qualora si dovesse intervenire anche sulle emorroidi (principalmente la marisca), si dovrebbe intervenire anche sul rettocele?

3) la defecografia rileva la presenza o meno di ipertono o è necessaria la manometria?

4) condivide la scelta di non intervenire sul rettocele su una ragazza di 30 anni che non ha mai avuto gravidanze o disturbi (a parte emorroidi non sanguinanti che non mi hanno mai dato problemi)?

La ringrazio ancora.
1) I due interventi si possono abbinare, ma nel suo caso non è necessario. Il rettocele si riscontra spesso nel sesso femminile, richiede una correzione solo se è responsabile di una sintomatologia da ostruita defecazione.

2) Di solito per una marisca si esegue la sola resezione di questa, altra cosa è la chirurgia del prolasso emorroidario, in questo caso, correggendo il prolasso rettale interno responsabile del prolasso emorroidario, automaticamente viene corretto anche il rettocele.

3) L'ipertono si misura con la manometria.

4) Si! Condivido! Nessuna indicazione ad intervenire né su una ragazza di 30, né su una donna di 60 se no è presente una sintomatologia correlata.

Prego.

__________________
Dott. Giuseppe D'Oriano. Telf.3356604112 E-mail doriano1955@libero.it
Docente Scuola Speciale ACOI di Coloproctologia. Chirurgo Coloproctologo A.S.L.NA1 PO. S.M.d.P.Incurabili.Napoli
Rosaria1987
 

Dott Doriano,
grazie sempre per le puntuali risposte. Io purtroppo , a 41 giorni dalla cura, durante le evacuazioni ho di nuovo dolorini più forti (sicuramente non come agli inizi) e bruciore che si ripercuote x diverse ore e che non mi permette di stare seduta minimamente. Forse ciò che cerco dopo tutte le domande che le ho fatto è qualche parola di conforto per capire se è normale tutto ciò. Non riesco neanche a guidare, a lavorare. Forse devo aspettare tutti i 60 gg di cura? O già a 40 giorni non è normale stare ancora così (ripeto, nonostante qualche piccolo miglioramento...almeno adesso non ho più sangue e l'altra parte della giornata, passate le prime ore, va meglio)?

Sono troppo giù...non mi va neanche di uscire di casa quando sto meglio.

Saluti e ancora ancora grazie.

Dott. Giuseppe D'Oriano
 

Citazione:
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Dott Doriano,
grazie sempre per le puntuali risposte. Io purtroppo , a 41 giorni dalla cura, durante le evacuazioni ho di nuovo dolorini più forti (sicuramente non come agli inizi) e bruciore che si ripercuote x diverse ore e che non mi permette di stare seduta minimamente. Forse ciò che cerco dopo tutte le domande che le ho fatto è qualche parola di conforto per capire se è normale tutto ciò. Non riesco neanche a guidare, a lavorare. Forse devo aspettare tutti i 60 gg di cura? O già a 40 giorni non è normale stare ancora così (ripeto, nonostante qualche piccolo miglioramento...almeno adesso non ho più sangue e l'altra parte della giornata, passate le prime ore, va meglio)?

Sono troppo giù...non mi va neanche di uscire di casa quando sto meglio.

Saluti e ancora ancora grazie.
A distanza, senza averla visitata, non posso dirle se è opportuno continuare con al cura che sta facendo o cambiare terapia, questo è il motivo per il quale le consigliavo una visita di controllo; chi la visiterà avrà l'opportunità di capire se la terapia sta funzionando o se è necessario modificarla o ricorrere ad un trattamento chirurgico.
Cordiali saluti.

__________________
Dott. Giuseppe D'Oriano. Telf.3356604112 E-mail doriano1955@libero.it
Docente Scuola Speciale ACOI di Coloproctologia. Chirurgo Coloproctologo A.S.L.NA1 PO. S.M.d.P.Incurabili.Napoli
Rosaria1987
 

Sabato ho prenotato una visita. Sono un pò preoccupata anche per la sola ispezione che possa farmi male. Speriamo bene.

Grazie sempre

Rosaria1987
 

Gentile Dott Doriano,
oggi ho fatto la visita con un altro dottore (rispetto a quello che mi aveva dato la cura e diagnosticato una ragade e delle emorroidi). Ho scoperto di non aver mai sofferto di emorroidi o di ragade, bensì un polipo. Polipo che a causa dell'anoscopia fatta col medico precedente si è infiammato (non conosco bene i termini tecnici) procurandomi una trombosi (motivo per cui i primi giorni avevo sangue e dolori molto più intensi). Adesso si è cicatrizzato ma continuo ad accusare dolori sia durante l'evacuazione che ore dopo perchè è comunque rimasto infiammato e tutte le volte che vado in bagno esce fuori.
Effettivamente i miei dolori (che pensavo fossero dovuti alla ragade) sono iniziati circa 2-3 giorni dopo aver fatto la visita col primo medico.
Quelle che pensavo fossero o due emorroidi esterne o marisca o emorroide sentinella, sono causati dall'infiammazione del polipo stesso (non ricordo come le ha chiamate). Dunque tutta la terapia medica per curare la ragade che ho fatto, non è servita a nulla.

Sabato sarò operata.

Cosa mi può dire riguardo a tutto ciò (anche secondo lei i miei sintomi possono essere ricollegabili ad un polipo)?

Un intervento per togliere un polipo è semplice da fare? Quali sono i rischi?

Ho dimenticato a chiedere al medico se dovevo fare una colonscopia (anche virtuale in caso). Immagino che me l'avrebbe richiesta se fosse stata necessaria. Consideri che durante la visita ha proprio uscito il "polipo" fuori. Secondo lei?

Può un medico sbagliarsi in questo modo? Confondere un polipo con una ragade?

Dott. Giuseppe D'Oriano
 

"Sabato sarò operata.

Cosa mi può dire riguardo a tutto ciò (anche secondo lei i miei sintomi possono essere ricollegabili ad un polipo)?

Un intervento per togliere un polipo è semplice da fare? Quali sono i rischi?

Ho dimenticato a chiedere al medico se dovevo fare una colonscopia (anche virtuale in caso). Immagino che me l'avrebbe richiesta se fosse stata necessaria. Consideri che durante la visita ha proprio uscito il "polipo" fuori. Secondo lei?

Può un medico sbagliarsi in questo modo? Confondere un polipo con una ragade?"

A distanza e tramite questo mezzo non commento le diagnosi di altri colleghi, se la diagnosi è l'indicazione chirurgica non la convince, nulla vieta richiedere un secondo parere ad altro proctologo.
Cordiali saluti.

__________________
Dott. Giuseppe D'Oriano. Telf.3356604112 E-mail doriano1955@libero.it
Docente Scuola Speciale ACOI di Coloproctologia. Chirurgo Coloproctologo A.S.L.NA1 PO. S.M.d.P.Incurabili.Napoli
Rosaria1987
 

Assolutamente capisco la sua posizione. Il secondo medico mi ha ispirato molta fiducia e ho deciso di farmi operare.

Potrebbe solo dirmi se l'intervento per togliere un polipo è una cosa semplice e quali rischi si corrono?

Grazie

Dott. Giuseppe D'Oriano
 

Citazione:
Originariamente Inviato da Rosaria1987 Visualizza Messaggio
Assolutamente capisco la sua posizione. Il secondo medico mi ha ispirato molta fiducia e ho deciso di farmi operare.

Potrebbe solo dirmi se l'intervento per togliere un polipo è una cosa semplice e quali rischi si corrono?

Grazie
La rimozione di un polipo anale è un intervento che si può eseguire anche ambulatorialmente con anestesia locale.
Rischi sono pochi(sanguinamento,infezione) e sono quelli comuni a tutti gli interventi sull'ano, elencati nel consenso informato da firmare che sicuramente le sarà consegnato prima dell'intervento.

__________________
Dott. Giuseppe D'Oriano. Telf.3356604112 E-mail doriano1955@libero.it
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Rosaria1987
 

Gentile Dott D'oriano,
dopo domani farò l'intervento per togliere il polipo e non le nascondo che sono un pò preoccupata. Non tanto dell'operazione ma di non riuscire a risolvere i miei problemi.
Ci tenevo a scriverle ciò che ha scritto il medico nella diagnosi: "polipo diam 1,5 cm peduncolato ulcerato alla base e papilla ipertrofica".

1) Questa diagnosi, secondo lei, giustifica tutti i sintomi avuti fino ad ora?
Attualmente quando vado in bagno devo tutte le volte rientrare questo polipo (anche facendomi male) e anche e soprattutto il post evacuazione è molto doloroso impedendomi (come le scrivevo nei precedenti post) anche di stare seduta.

2) Ad ogni modo durante l'intervento il medico potrà rendersi conto della presenza di qualcos'altro, qualora non fosse stato possibile rendersene conto prima, se dovesse esserci?

Spero di scriverle per l'ultima volta dopo l'intervento per descriverle come sto meglio.

Deve comunque sapere che le sue risposte in tutto questo periodo molto doloroso, sono state per me di grande aiuto e la ringrazio con tutto il cuore.

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Profilo del medico - Dott.ssa Raffaella Ferrando

Dott.ssa Raffaella Ferrando
Nome:
Raffaella Ferrando
Comune:
Bastia d'Albenga
Provincia:
SV
Telefono:
0182-20485
Azienda:
Bastiamedica
Professione:
Radiologo specialista in Gastroenterico e Funzionalità pelviperineale
Specializzazione:
Radiodiagnostica
Contatti/Profili social:
sito web
Domanda al medico
Dott.ssa Ferrando, perché in gravidanza si tende a soffrire di stitichezza? E cosa fare?
La gravidanza è costellata da una serie di disturbi, tra i quali certamente c'è anche la stitichezza: è talmente diffusa che si stima arrivi a colpire quasi il 50% delle donne in dolce attesa! La sua insorgenza è legata alle modificazioni ormonali che avvengono durante il periodo della gestazione: il progesterone riduce infatti la peristalsi per azione miorilassante, mentre l’aldosterone aumenta la ritenzione idrica, rallentando il transito. L'azione degli ormoni si unisce poi alle nausee che riducono l’assunzione di fibre, alle "voglie" che generalmente sono rivolte a cibi che antagonizzano la fisiologica peristalsi, e all’assunzione di ferro o di farmaci: un mix di fattori che non aiuta certo la regolarità intestinale. Cosa fare per combattere la stitichezza in gravidanza? Idratarsi a sufficienza, introdurre più fibre con la dieta e fare un pochino di attività fisica ogni giorno. Tutto questo, naturalmente, dopo aver sentito il parere del medico. Leggi tutto
   
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