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L'obesità infantile si previene con il buon esempio in famiglia

Paola Perria
 

Bambini troppo grassi? A mangiar male si comincia per imitazione, dei genitori

L'educazione alimentare si impara in famiglia

L’obesità infantile è un fenomeno che fino a poco tempo fa sembrava destinato a raggiungere livelli di diffusione – per lo meno nei Paesi più industrializzati – allarmanti. Bambini sempre più grassi, sempre più sedentari e abulici, schiavi di cibo-spazzatura, computer e tv. Un quadro talmente preoccupante che persino gli USA, la nazione che più di qualunque altra aveva fatto del sovrappeso da cattiva alimentazione quasi un triste “marchio di fabbrica”, hanno deciso di prendere delle contromisure. L’adorabile first lady Michelle Obama ha ideato e promosso un programma ambizioso, chiamato “Let’s Move”, che punta sul pubblicizzare sistemi di vita più salutari, basati si una dieta equilibrata, sullo sport e sull’allattamento al seno delle mamme (che si è dimostrato validissimo nel prevenire l’obesità infantile), e secondo gli ultimi dati sembra che l’operazione stia sortendo i primi effetti positivi.

Per la prima volta da diverse generazioni, la percentuale di bambini “cicciottelli” oltre la norma è diminuita. Un miglioramento che pare stia interessando anche l’Europa, e l’Italia in particolare, dove fino al 2011 si registrava un milione di minori in sovrappeso. Tutto questo ci induce all’ottimismo, consapevoli che un’inversione di tendenza sarà davvero possibile solo nel momento in cui le famiglie avranno imparato a fornire il miglior esempio alimentare possibile ai propri membri più giovani. A mangiar bene, in modo equilibrato, si impara a casa, e c’è poco da affermare il contrario. Se è vero che arrivati ad una certa età i bambini e gli adolescenti vengono “traviati” anche dalla pubblicità, dal desiderio di emulare gli amichetti e quindi dai pessimi esempi fuori casa, è pur vero che fino a quel momento è dai propri genitori che apprendono le prime e più importanti nozioni di educazione alimentare.

In buona sostanza, non si può pretendere che in una famiglia dove le mamme, i papà, i fratelli e le sorelle più grandi e magari anche nonni e altri parenti mangiano senza controllo, alimenti privi di valore nutrizionale, bevande gassate e piene di zuccheri aggiunti, dolcetti, caramelle, cibo precotto e in scatola, i bambini sappiano distinguere ciò che fa loro bene, e sia meglio mangiare, e ciò che sarebbe il caso di evitare o limitare. Il mea culpa vale per tutti. La crisi, i dispiaceri, ci inducono ad abbuffate compensatorie? I nostri figli ci vedranno, e penseranno che il cibo serva esattamente a questo, che sia un diversivo, un modo piacevole per superare momenti di sconforto, di frustrazione, di noia o di rabbia. Ci sediamo davanti alla tv a sgranocchiare noccioline, patatine fritte, pizzette in scatola e gelati confezionati?

I nostri bimbi faranno altrettanto. Facciamo i grandi cuochi e ci rimpinziamo di pasta iper condita, lasagne, torte e fritture varie in quantità esagerate? I nostri figli ci imiteranno, dilatando il loro stomaco per accogliere porzioni di cibo di cui non hanno affatto necessità per crescere sani. Un recente studio americano condotto dai ricercatori della Washington University e pubblicato sulla rivista Appetite, è riuscito a dimostrare che l’obesità infantile è particolarmente diffusa presso quelle famiglie a basso reddito in cui le abitudini alimentari compensatorie delle madri influenzano i figli. La crisi economica non sia, perciò, la scusa per evitare di comprare alimenti salutari, come frutta, verdura e pesce fresco (considerati troppo costosi per il proprio budget limitato) e per gettarsi su cibi preconfezionati o vero e proprio junk-food da hard discount.

Quando sia possibile facciamo la spesa al mercato con i nostri figli. Scegliamo solo la frutta e la verdura di stagione, approfittiamo delle offerte speciali che troviamo a fine giornata, acquistiamo il pesce surgelato, che è buono e costa meno, facciamo i dolci in casa, con meno zucchero e burro e più ingredienti genuini, lasciamo perdere le cole e le bevande colorate e frizzanti e riscopriamo il piacere dell’acqua da bere a pasto. Condiamo i nostri piatti con semplice olio evo, usiamo le erbette, gli odori freschi come il basilico, l'origano e il prezzemolo, insegniamo ai nostri figli che il cibo viene dalla terra, dal mare, che va scelto e cucinato con amore e rispetto, nelle dosi giuste, e mai sperperato o manipolato chimicamente, che il nostro corpo merita solo cose buone e genuine, il che non significa care come il fuoco. Risparmiando sulle “schifezze”, riscoprendo il valore di alimenti poveri, come i legumi, le patate (quell vere), gli umili pesci d’acqua dolce come le trote, che sono ricchi di proprietà nutritive, piacciono ai bambini e non costano tanto, il semplice petto di pollo (low cost rispetto alle fettine già pronte) o il macinato per saporite polpette, verdure e ortaggi di stagione non in busta, potremo portare in tavola piatti gustosi, semplici, sani. Ne guadagnerà la nostra salute e anche quella dei piccoli di casa.

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Minnye76
Purtroppo al Sud c'è ancora molto "Ciotto = sano!"
Hai voglia a sforzarti a combattere questa mentalità!
Due fratellini che rispettivamente vanno nelle classi delle mie pargole, la grande ha 4 giorni di distanza con Ali e pesa il doppio, il piccolo ha 5 mesi meno di Mati e pesa 11 chili in più!
La madre dice che mangiano il giusto ma in realtà le volte in cui li ho visti mangiare... Brrrr!
I genitori?! Entrambi in sovrappeso!
__________________
Piantate nella vostra mente i semi dell’aspettativa; coltivate pensieri che anticipino la realizzazione dei vostri obiettivi. Credete in voi stessi come persone in grado di superare tutti gli ostacoli e le debolezze.





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Flavia1122
 

Ottimo articolo.
Si, è vero che i genitori ricoprono un ruolo di grande importanza nell'insegnare ai figli diete, educazione ecc... però questo dovrebbe essere fino ad un certo punto. Perchè le istituzioni statali come le scuole e gli ospedali dovrebbero essere in grado di insegnare sia ai genitori che ai giovani.

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Profilo del medico - Prof. Luca Piretta

Prof. Luca Piretta
Nome:
Luca Piretta
Professione:
Medico Chirurgo, Specialista in Gastroenterologia, Nutrizionista, Docente Universitario
Specializzazione:
Gastroenterologia, Scienza della Nutrizione Umana
Contatti/Profili social:
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Domanda al medico
Prof. Piretta, avere un fastidioso gonfiore addominale è sempre un segnale di intolleranza al lattosio? E come si riconosce questa condizione?
   
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